La politica del tweet

C’era stato un primo esperimento, qualche settimana fa. Affollatissimo esperimento, dicono le cronache – rigorosamente via tweet, a parte un lungo, interessante articolo su Al Ahram – dell’evento. Gli utenti egiziani di twitter riuniti per parlare di politica. Nella fattispecie, del ruolo dei giovani islamisti e/o fratelli musulmani nella rivoluzione egiziana.  Vi hanno partecipato alcuni dei volti noti dell’islamismo giovane, compresi Ibrahim al Houdaiby e Abdel Moneim Mahmoud, in una discussione guidata dal blogger che io considero politicamente più interessante, Alaa Abdel Fattah (nella foto, mentre guida un’altra discussione, stavolta a piazza Tahrir ieri, 13 luglio).

Politica a colpi di tweet, insomma. Politica a suon di messaggini di 140 battute, che da virtuale poi si trasforma nella carne di centinaia di persone, in genere giovani, che si vedono, si incontrano – alcuni per la prima volta – e continuano a far  politica. Stavolta, in 140 secondi a intervento. Un modo, questo, per far capire che la rapidità e la concisione non sono dettagli. Contano, invece, molto nella stessa politica di Tahrir. E lo si vede da quello che è successo in questi mesi, in cui la rapidità delle decisioni prese dai vari gruppi che rapprentano i rivoluzioni di Tahrir è riuscita a mettere in difficoltà la vecchia politica egiziana. La politica a colpi di tweet, la politica al tempo di twitter è un fenomeno embrionale e interessante.

Tweetnadwa, così si chiama l’esperimento politico guidato da Alaa Abdel Fattah, è continuato anche ieri sera a Tahrir, dove continua il sit-in.

Stay tuned. Per noi ‘vecchi’ è importante capire come sarà la nuova politica. E ho l’impressione che sarà diversa dalla nostra.

3 commenti su “La politica del tweet

  1. Ho postato il link di questo tuo articolo su http://www.facebook.com/pages/PRESIDIO-AD-OLTRANZA-DAVANTI-A-PALAZZO-MONTECITORIO/148229825250000
    Non ho ancora capito bene come fare la cosa del retweet; ho trovato più semplice copiare il link per poi incollarlo dove volevo che apparisse il tuo articolo…. scusa ma io ci ho un’età…
    Rispetto a questo fenomeno egiziano… mi dispiace che sono in un terribile ritardo e che l’Italia in generale lo sia…. ma forse è solo questione di pratica; magari per me sarà sicuramente più faticoso che per i ragazzi che sono già predisposti dalla nascita. Bell’articolo. Ciao

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