#jesuisCharlie e #jesuis tutte le vittime (in stragrande maggioranza musulmane) del terrorismo

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#jesuisCharlie, senza se e senza ma. #jesuisCharlie non solo perché, da essere umano, cittadina e giornalista, difendo e difenderò sempre la libertà di espressione. La mia è quella altrui, su qualsiasi argomento, sull’Italia e sul Medio Oriente, sul conflitto tra israeliani e palestinesi, sul razzismo tout court, sulla crescente e ignorante islamofobia, sulla libertà di credo, di fede e di ateismo. #jesuisCharlie perché ogni vittima di razzismo e di guerra e di violenza sia difesa. Così come facevano a Charlie Hebdo. #jesuisCharlie, oggi, perché l’attentato terroristico alla libertà di espressione compiuto oggi a Parigi non sia sequestrato dai razzisti e dagli islamofobi di turno.

A pagare questo strazio sono, infatti, le vittime di oggi, i giornalisti, i vignettisti, i poliziotti a Parigi. E a pagare sarà già da oggi la vera fede in qualsiasi Dio, la pietas, il raziocinio, la democrazia, l’empatia, il rispetto per il prossimo nostro.

#notinmyname #noanomemio dicono da molto tempo i veri musulmani. Spero ci sia la medesima, necessaria, profondissima indignazione quando a morire per mano del terrorismo (senza aggettivi, è solo e unicamente terrorismo…) sono tutti i giorni i musulmani. Tutti i giorni i civili, tutti i giorni gli arabi, arabi musulmani e cristiani.

#notinmyname #nonnelmionome qualsiasi terrorismo, qualsiasi violenza, qualsiasi crimine (umano e di guerra), qualsiasi uso spregiudicato dell’informazione, qualsiasi doppio standard.

 

 

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