Il SuqGenova diventa maggiorenne

suq programma

C’è lavoro. Tanto lavoro. Basta scorrere il programma del Suq Genova che tra poco apre i battenti per intuire che c’è tanto lavoro, alle spalle della tensostruttura di Renzo Piano, al Porto Antico di Genova.

Io sono parziale, in questo caso. Spio di lontano il lavoro di Carla Peirolero, di tutte le amiche del Suq, già da qualche anno. Mi sono andata a spulciare i programmi, per controllare quando è stata la prima volta al Suq. Giugno 2008, sei anni fa. Una conversazione nell’agorà del Suq, con Francesco Manca, alto funzionario Onu, e Laura Boldrini, allora portavoce dell’UNHCR. Altri tempi, e forse altra Italia. Nel frattempo, Carla Peirolero è diventata anche Nura, la protagonista dello spettacolo teatrale che ho scritto due anni fa e che per la prima volta è stato rappresentato a mezzanotte proprio in quell’agorà, tra gli stand chiusi del mercato.

Il Suq ha tenuto la barra dritta, in questi anni di cambiamento diffuso, di confusione, di transizione. La sua agorà, il suo mercato, la commistione e la contaminazione per nulla affettate del grande festival multiculturale di Genova ne fanno, giocoforza, una buona pratica che dà dignità alla città da diciotto anni. Poco si vede della fatica quotidiana, della perseveranza e abnegazione di un gruppo di persone che lavora senza lamentarsi, e porta a casa ciò che oggi, proprio oggi, ci serve per resistere e rimanere attaccati a ciò che ci ha fatto superare le tragiche secche del secolo breve.

Tra qualche giorno arrivo anche io, al Suq, per festeggiare il suo compleanno e celebrare, oggi più di ieri, la giornata del rifugiato senza retoriche e frasi fatte.

#restiamoumani

#stayhuman

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