I paralleli incongrui

Per una intera giornata ha impazzato su Facebook una inutile, superficiale, spesso arrogante e ignorante discussione sui paralleli tra i diversi attentati terroristici di queste ultime settimane, mesi, anni. Se l’attacco a Gerusalemme contro i giovanissimi soldati presso la promenade di Armon Hanatziv si possa paragonare agli attacchi con i camion a Nizza e Berlino. Se il palestinese che ha falciato i soldati in fila per salire sul pullman fosse legato a Isis o Hamas (magari a entrambi?).

Inutile, superficiale, ignorante. Un po’ come le chiacchiere da bar sui vaccini. E come le chiacchiere da bar sui vaccini può essere pericolosa, se a condurla è sempre la stessa pattuglia di mestatori d’acqua. È composta sempre dalle stesse persone, che si muovono come le legioni romane in assetto da testuggine. In misura tale che tutto sembrano, le chiacchiere da bar, salvo chiacchiere istintive e improvvisate. Per chi ha solo annusato la semiotica, sono evidenti i topoi, gli slogan e i mattoncini comunicativi, tutti usati per arrivare alla rissa, costruire una storia senza complessità, fondata su bianco e nero, amico/nemico, guerra/pace. Normalizzazione in nome della sicurezza. Vengono richiamate sempre le stesse cose, nel caso di ieri lo statuto fondativo di Hamas, e persino hajj Amin al Husseini e i suoi rapporti con il nazismo.

Avevo promesso una risposta, che ovviamente sarà semplice, immediata e complessa. Leggetevi il mio libro su Hamas. Edizioni Feltrinelli, per la versione italiana. Pubblicata dalla newyorchese Seven Stories, l’edizione americana ampliata e aggiornata sino al 2011. Non crederete mica che vi risponda con un sì o un no a domande a tesi?

Un commento su “I paralleli incongrui

  1. C'è bisogno ORA di presentarlo ancora perché è più che mai necessario leggerlo adesso, in questa confusione indotta e mantenuta ad altissimi livelli.

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