Questa non è una recensione

No, non è una recensione. Né io amo particolarmente le recensioni. Questo libro, però, è troppo importante, e devo almeno dar conto di quanto lo sia. Uno di quei testi che occorre rileggere, a brani, per ragionarci di più.

Il Bambino nella Neve non è solo un libro bellissimo (e non ho mai amato i superlativi). È un libro che strappa il velo maleodorante della retorica dalla lettura della Shoah e riporta gli uomini, le donne, i bambini al centro dell’inenarrabile, attraverso il viaggio di Wlodek Goldkorn nel suo ‘cimitero di famiglia’, Birkenau. Vorrei, però, che i lettori si soffermassero anche sulla prima parte di un libro che è romanzo e a un tempo saggio storico e autobiografia. La storia della famiglia Goldkorn è storia del Novecento europeo, delle persone, degli intellettuali. Fa una certa impressione, oggi, pensare a questa massa di intellettuali che lasciano la terra, la Polonia, nel 1968. I Goldkorn. E Zygmunt Bauman, tra i tanti. Sullo sfondo, la storia della Polonia, dell’Unione Sovietica, il comunismo euro-orientale, la dissidenza. Israele e l’ebraismo.

Grazie, Wlodek. Ci vediamo il 24 gennaio alla Modus Vivendi a Palermo, assieme a Dario Oliveri.

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