13 candeline per Arabi Invisibili

Casi della vita, del calendario e della piccola storia personale. Tra poche ore il mio blog festeggerà i ben 13  anni di vita.

11 marzo 2008.

Un blog decisamente vecchio, iniziato sulla piattaforma blogspot, passato attraverso 3 restyling, nato a Gerusalemme ma pensato grazie all’analisi dei blog del Cairo e dell’aggregatore di Alaa Abdel Fattah e di Manal Bahey el Din Hassan. Un blog nato da un libro (e non viceversa), che da quel libro – Arabi Invisibili – prende il nome.

Arabi Invisibili, pubblicato proprio di questi giorni, un anno prima, 14 anni fa,  ha avuto la sua inaspettata fortuna. Una fortuna di vario tipo. Anzitutto, la fortuna di un grande editore come Feltrinelli, dopo due rifiuti e angeli custodi generosi come Pietro Cheli (che angelo lo è per davvero, ora, ahimè), Alessandro Marzo Magno, Giulia Maldifassi, Raf Scelsi. E poi la fortuna di essere letto, e tanto, da chi in Italia si avvicinava alla regione araba per passione, interesse, curiosità, studi universitari. O anche ‘solo’ per smontare i pregiudizi inconsapevoli e gli stereotipi di ogni tipo e natura che coprivano (e coprono) come un velo le donne e gli uomini, gli invisibili che popolano la regione araba e le sue diaspore.

Se dovessi scegliere un libro, tra quelli che ho pubblicato nelle mie varie vite, sì, riconosco che quello lì, quello in cui parlavo di limonate alla menta nella damascena Dar el Giabri, di graffiti in giro per le capitali arabe, di comics e blog, quello è il libro a cui sono più affezionata. Un libro su cui non ho voluto rimettere mano, nel 2011, quando le rivoluzioni hanno cambiato la percezione di quello che già stava avvenendo da anni, tra Tunisi e Cairo e le città marocchine e la Palestina e Beirut. La Storia è Storia, le genealogie (come dice la mia amica Lucia Sorbera) sono genealogie, sono lì, esistono anche se non si vogliono vedere o riconoscere. E a me fa piacere pensare che proprio quel libro lì sia stato tradotto in arabo e pubblicato al Cairo, umm al dunya, nell’anno della rivoluzione.

 

 

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