Peter Nádas. Dall’archivio delle memorie ungheresi

Devo ringraziare la Biblioteca del Senato della Repubblica. E’ grazie al lavoro dei bibliotecari che sono riuscita a rintracciare un’intervista fatta ai tempi nei quali non solo non c’era il web, ma non c’era neanche la possibilità di archiviare in un cloud, nella dimensione virtuale, in questo iper-spazio personale e comune. Pensavo che non avrei mai avuto il tempo di andare in una biblioteca di Roma e trovare alcuni degli articoli pubblicati trent’anni fa ad alcuni dei grandi intellettuali ungheresi e dell’Europa orientale, durante il mio periodo – troppo breve – di vita a Budapest nel 1991. E invece, ecco, digitalizzata, l’intervista a me più cara, quella a uno scrittore grandissimo che solo recentemente (troppo recentemente) è stato tradotto e pubblicato in italiano. Peter Nádas non è famoso (da noi, ma in Germania è invece riconosciuto nella sua statura), come da noi è stato Péter Esterházy, che pure – se ben mi ricordo – considerava “l’altro Peter” il suo fratello maggiore. Fu una conversazione bellissima, durata ore in una antica casa di Buda, su letteratura, libertà, oppressione, sulla scrittura sotto l’oppressione. Temi fin troppo contemporanei, ahimè.

La risoluzione dovrebbe essere abbastanza buona da consentire la lettura, per chi vorrà dare un’occhiata all’intervista. Stavolta, comunque, mi conservo la copia nell’archivio virtuale. E per chi vuole consultare le copie di Mondoperaio digitalizzate, ecco il link. Allora, a capo della redazione, c’era uno degli slavisti, russisti, polonisti più raffinati d’Italia, Mauro Martini.

Perché me ne sono ricordata ora? Devo ringraziare non solo la biblioteca del Senato della Repubblica, ma anche la mia amica Mariarosaria Sciglitano, finissima studiosa di letteratura ungherese, traduttrice di alcuni tra i più grandi scrittori d’Ungheria, che ho rivisto e ritrovato dopo 30 anni. Trent’anni fa, in Ungheria. Oggi in Italia. Nel mezzo, le tante cose che abbiamo fatto, lontane, ma senza mai dimenticarci, Grazie.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *