Condannati per libertà di parola. #FreeThemAll

L’attesa si è conclusa, al Cairo, con l’ennesima sentenza contro i diritti, il diritto, la libertà di pensiero e la democrazia:
Alaa Abd El Fattah condannato ad altri 5 anni
Mohammed Baker: 4 anni
Oxygen: 4 anni
La detenzione preventiva a cui sono stati sottoposti da anni non ha alcuna rilevanza ai fini della condanna. I magistrati hanno aperto, infatti, un altro fascicolo di indagine. Un altro caso.
senza parole….
L’attesa, in Egitto, era peruna sentenza senza appello, emessa da un tribunale speciale, di emergenza, e non da un tribunale ordinario, nei confronti di tre persone già da anni in carcere in detenzione preventiva. La loro colpa? Esprimere idee, chiedere diritti e libertà.
Un informatico, scrittore e intellettuale, Alaa Abd El Fattah. Ha trascorso 7 degli ultimi 8 anni nel carcere di massima sicurezza di Tora, al Cairo. Un avvocato, Mohammed Baker, l’avvocato che si era recato in tribunale per difendere due anni fa Alaa, appena arrestato. E in quel palazzo di ‘giustizia’ è stato arrestato anche lui. E Mohammed Ibrahim, più conosciuto come Oxygen, blogger, che in Egitto significa, da quindici anni, esercitare la propria libertà di espressione.
Questi sono gli egiziani in carcere, le decine di migliaia di egiziani in galera. Come Patrick Zaki.
Nonostante gli affari, l’export di armi verso l’Egitto che non si è mai fermato, sia la Francia sia la Germania hanno fatto gesti importanti, negli scorsi giorni, in loro difesa. Gesti sono stati compiuti da organismi dell’Onu e dell’Unione Europea. E l’Italia?
#FreeAlaa
#FreeBaker
#FreeOxygen
#FreeThemAll
Chi vuole saperne di più, delle prigioni egiziane, delle violazioni dei diritti, legga “Non siete stati ancora sconfitti”, i quaderni dal carcere di Alaa Abd-el Fattah, tradotti dall’arabo in italiano da Monica Ruocco e pubblicati da hopefulmonster editore

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