25 aprile 2022

E anche quest’anno il 25 aprile lo celebro ricordando il mio maestro, Paolo Spriano, che partigiano lo è stato, da giovanissimo studente universitario torinese, e che della sua esperienza nella Resistenza ha fatto strumento imprescindibile della sua ricerca storica e della sua vita di intellettuale.
Non ho avuto parenti, familiari nella Resistenza. Ho avuto un maestro che i valori della Resistenza mi ha insegnato all’università e con il quale, proprio per questo, ho deciso di laurearmi. La mia, insomma, è stata una scelta consapevole: la scelta di aderire a quei valori, di ritenerli materia fondante, e di guardare – attraverso la lente delle libertà – il presente. Riconoscere, insomma, la resistenza ovunque c’è e ovunque va difesa. Vale per l’Ucraina. Vale per i resistenti che oggi sono ingiustamente detenuti come prigionieri di coscienza.
Ed è a uno di loro (li simboleggia tutti) che dedico il mio personale 25 aprile. Una persona, un uomo che ha cominciato a resistere, anche lui, da giovanissimo, e che da otto anni si trova rinchiuso nella prigione di massima sicurezza di Tora, al Cairo. Si chiama Alaa Abd El Fattah, è da oltre 20 giorni in sciopero della fame. Alaa resiste per affermare i suoi diritti e la sua libertà. Ieri come oggi, la lotta di Alaa non è solo per lui, ma per tutti noi.

Un commento su “25 aprile 2022

  1. Complimenti Dottoressa, il premio se lo merita tutto. Il suo Gerusalemme senza Dio l'ho letto tre volte. Meraviglioso. Per quanto riguarda il suo 25 aprile la sua scelta la condivido pienamente. Ogni volta che vedo il sorriso di Ala mi commuovo. Grazie a lei che ci tiene al corrente di ciò che succede in "medio oriente".

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