Grazie per gli auguri!

Le cose divertenti della vita da quando esistono i social. Molti si ricordano del tuo compleanno perché, per esempio, Facebook glielo ricorda. Molti ripescano il tuo numero in quell’immenso archivio telefonico che è ormai diventato il nostro smartphone. E in molti ti scrivono, perché – nella corrente talvolta vorticosa in cui viviamo una quotidianità fatta di messaggi, messenger, dm, sms, whatsapp, chat, mail, zoom, caffè sul fuoco, e poi finalmente tutto il resto che ha bisogno di tempo e riflessione – fa piacere riprendere i contatti, chiedere “come stai”, aggiungere “amica mia” e “cara” affinché le distanze geografiche si accorcino.

A me questa pratica del compleanno virtuale piace. Mi fa piacere ricevere gli auguri e riannodare i fili. E anche quest’anno, i fili congiungono i cari, vecchi amici del liceo Manara ai vecchi amici di una vita (fuori dalla scuola), alle ragazze e ai ragazzi, agli amici cari del ‘tempo all’estero’, ai colleghi conosciuti nei vari mestieri attraversati.

Per il mio compleanno non ho chiesto un’opera di bene né un sostegno economico alle tante, incredibili associazioni che aiutano il bene del pianeta e la nostra coscienza. Ognuno sa, e fa quello che più ritiene vicino al proprio agire. Qualcosa, però, ve la chiedo. Di seguire la vita quotidiana di Alaa Abd-el Fattah, che da otto anni è dentro il carcere di massima sicurezza Tora II al Cairo. Proprio ieri, mentre mi mandavate gli auguri, Alaa ha superato la boa di un mese di sciopero della fame. Sciopero della fame per i suoi diritti, in una cella di isolamento. Cercate sue notizie, seguite la sua vita e la testimonianza che, ahimè, sta regalando a tutti noi. Come si difendono i propri diritti e la propria dignità.

E grazie dal profondo del mio cuore per gli auguri, durati addirittura 48 ore.

 

 

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