Alaa: 77 giorni di sciopero della fame – Chi digiuna in Italia per Alaa il 17 giugno

Stavolta, per prima cosa, chiediamo l’adesione al digiuno solidale di 24 ore a staffetta per Alaa Abd-el Fattah, che da 77 giorni sta conducendo il suo sciopero della fame. Il tempo non gioca a favore di Alaa, e occorre fare più pressione possibile. Il digiuno solidale è in corso da 20 giorni, in Italia: speravamo che la pressione del Regno Unito (Alaa è anche cittadino britannico) sortisse buoni effetti in tempi accettabili. Così non è stato. Le iniziative si rincorrono, dall’Italia a Londra, dove è stata ora resa pubblica una lettera firmata da mille persone, anche da nomi noti dello spettacolo britannico. Quindi, se volete e potete, partecipate al digiuno solidale. Mandate una email a info@invisiblearabs.com

Le ultime dichiarazioni di Ursula von der Leyen dicono molto, se non tutto, sulla deriva in corso nelle istituzioni europee. La difesa dei diritti è a corrente alternata, piegata alle necessità (miopi) della cosiddetta Realpolitik. Una politica forse buona per gli anni Settanta, e che già alla fine degli anni Ottanta aveva mostrato tutti la sua debolezza.

Ecco il tweet del 15 giugno di Ursula von der Leyen durante la sua visita in Egitto:

I’m in Egypt to meet President @Alsisiofficial. Under our broad  partnership, we will focus on: •Tackling food insecurity in the region and in the world •Extending our energy and climate cooperation •Ensuring a successful COP27

Non una parola sui diritti, mentre i diritti sono al centro dell’impegno europeo in Ucraina. Non una parola sul fatto che “fronteggiare l’insicurezza alimentare” (“tackling food insecurity”) e raggiungere soluzioni di lungo termine può essere fatto solo “fronteggiando l’insicurezza sui diritti”, e dunque ripristinando il rispetto della persona e delle libertà. Un messaggio come quello di Ursula von der Leyen vuol dire non avere compreso quanto le soluzioni di lungo termine su cibo, energia e clima siano direttamente collegate agli assetti democratici.

Silenzio, dunque, sui prigionieri di coscienza in Egitto. Una coltre di silenzio continua, dunque, a coprire i corpi di chi ha chiesto democrazia e libertà per gli egiziani. Dietro le mura di un carcere, la loro voce deve scomparire come i loro corpi. E’ per questo che la conta dei giorni di sciopero della fame di Alaa ora raddoppia. Alaa è al giorno 77 di sciopero della fame. Sua sorella Mona Seif, fuori dal carcere, è al giorno 6 di sciopero della fame. Fa eco, dà voce, è il megafono di Alaa e della sua decisione di privarsi del cibo per riguadagnare il controllo del suo corpo, anche quello nelle mani dei carcerieri.

Ecco chi partecipa oggi, 17 giugno, al digiuno solidale di 24 ore a staffetta per Alaa assieme a Donatella Nicolini, che ha deciso di dedicargli un secondo giorno di privazione del cibo per tenere alta l’attenzione su una storia che si cerca di nascondere, non solo da parte dell’Egitto.

Nicoletta Fantini – attivista di Amnesty International Italia

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Giulia Morelli, Maria Lucia Schito e Silvia Scognamiglio, autrici e produttrici del podcast e progetto indipendente Mis(S)conosciute – Scrittrici tra parentesi (su facebook @missconosciute)

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