Alaa è al giorno 84 di sciopero della fame – Mona è al giorno 13 – Chi digiuna in Italia per Alaa

Alaa è al giorno 84 di sciopero della fame. Sono quasi tre mesi che Alaa Abd-el Fattah, prigioniero di coscienza egiziano, si priva del cibo per affermare la propria dignità. Dignità di persona e cittadino, detenuto ingiustamente, privato di qualsiasi diritto. E per spiegare cosa significa essere privati di diritti arriva la notizia di ieri, comunicata da Alaa alla madre, dr. Laila Soueif, in una lettera. Ad Alaa è stato concesso di uscire dalla cella e di passare mezz’ora all’aria, sotto il sole.

Mezz’ora sotto il sole, dopo due anni e mezzo trascorsi sempre all’interno di una cella, senza l’ora d’aria: in Italia si chiamerebbe tortura. Tortura continuata. Mezz’ora sotto il sole, a respirare l’aria di cui è stato privato. Alaa ha ottenuto questo, dopo 83 giorni di sciopero della fame, sostenuto solo da persone, persone normali in giro per il mondo. E’ molto poco, ciò che ha ottenuto oggi, rispetto a quanto il suo corpo sta pagando. E’ molto poco, se paragonato all’obiettivo: la libertà. Ma è anche il segno che non si può desistere dal sostenere la sua battaglia per la dignità.

Così, è un giorno particolare, questo, per chi ha scelto di digiunare in solidarietà con Alaa per 24 ore.

Digiuna Osvalda Barbin. E digiuna la grande Evelina Santangelo, scrittrice tra le più potenti e immaginifiche in Italia, una delle rare voci letterarie che non teme il discorso pubblico e l’impegno.

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