Alaa è al giorno 85 di sciopero della fame – Mona è al giorno 14 – Chi digiuna in Italia per Alaa

Alaa è al giorno 85 del suo sciopero della fame. Sono quasi tre mesi che non si alimenta per rivendicare i diritti negati di persona e cittadino. La sorella di Alaa Abd-el Fattah, Mona Seif, ha deciso di seguirlo e di fare a sua volta lo sciopero della fame: come uno specchio che riflette ciò che di Alaa, invisibile e rinchiuso in una cella, non riusciamo neanche a percepire. Mona digiuna da due settimane.

E in Italia? Il digiuno solidale a staffetta di 24 ore prosegue. Chi vuole aderire, può mandare una email a info@invisiblearabs.com. E’ un gesto di solidarietà e nello stesso tempo chi l’ha fatto ha provato cose simili: una spinta inattesa a riflettere proprio su quello che si sta facendo, digiunare perché una persona, che sembra lontana da noi, fa lo sciopero della fame.

Oggi, 25 giugno, digiuna Lia De Feo, insegnante e blogger. Molti dei lettori conosceranno come me, da anni, il suo Haramlik. E digiuna Helena Janeczek. Dire in modo sintetico di Helena è difficile. La prima cosa che verrebbe in mente al pubblico è il meritatissimo premio Strega con La ragazza con la Leica. Io ricordo  il suo Lezioni di Tenebra letto una ventina di anni fa. Ma di lei, oggi che digiuna, vorrei accennare altro: accendere la telecamera non sulla sua infinita e profonda cultura, ma sul suo amore per il mondo e per coloro che lo abitano, con immutata, quotidiana curiosità e attenzione. E con senso di responsabilità.

grazie a entrambe!

Amnesty International ci ricorda che Alaa e il suo avvocato Mohammed Baker sono in carcere da mille giorni, nel caso di Alaa dal secondo arresto sotto la presidenza di al-Sisi.

EGITTO, ATTIVISTA E SUO AVVOCATO DA 1000 GIORNI INGIUSTAMENTE IN CARCERE. AMNESTY INTERNATIONAL: “SIANO SUBITO LIBERATI”

Il 25 giugno sarà il millesimo giorno di ingiusta detenzione per il noto blogger e attivista Alaa Abd el-Fattah e per il suo avvocato Mohamed Baqer, entrambi in carcere in Egitto solo per aver esercitato in modo pacifico i loro diritti umani.

Amnesty International ha rinnovato l’appello alle autorità egiziane affinché i due prigionieri siano immediatamente rilasciati e ha sollecitato il governo del Regno Unito a usare tutti i mezzi a sua disposizione per visitare in carcere Alaa Abd el-Fattah, che è anche cittadino britannico, e assicurare il suo rilascio.

Arrestati nel settembre 2019, Alaa Abd el-Fattah e Mohamed Baqer sono stati condannati, nel dicembre 2021, a cinque e quattro anni da un tribunale d’emergenza per “diffusione di notizie false”. Dal 2 aprile 2022 Alaa Abd el-Fattah è in sciopero della fame per protestare contro la sua ingiusta condanna, le inumane condizioni detentive e il rifiuto della direzione delle carceri di garantire i suoi diritti consolari.

“Attraverso la continua prigionia di Alaa Abd el-Fattah, le autorità egiziane stanno inviando un messaggio agghiacciante alla società civile e gettando un’ombra sulla preparazione della conferenza globale sul clima, che si svolgerà in Egitto nella seconda parte dell’anno”, ha dichiarato Amna Guellali, vicedirettrice di Amnesty International per il Medio Oriente e l’Africa del Nord.

“Dopo oltre 80 giorni di sciopero della fame, la situazione di Alaa Abd el-Fattah è diventata critica dal punto di vista fisico e psicologico. Le autorità egiziane sono responsabili della sua vita e devono immediatamente rilasciarlo”, ha aggiunto Guellali.

Allo sciopero della fame di Alaa Abd el-Fattah si è aggiunta la sorella Mona Seif, che digiuna da oltre 10 giorni. In Italia, a partire dal 28 maggio, oltre 100 persone hanno digiunato a staffetta per 24 ore in segno di solidarietà con Alaa Abd el-Fattah

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.