Attorno ad Alaa

Le dichiarazioni della procura generale egiziana su Alaa, rese pubbliche giovedì, hanno confermato indirettamente che Alaa è vivo, come ha scritto in queste ora la famiglia. Contatti diretti con lui, però, non ce ne sono dal 16 luglio, data della lettera inviata alla madre. I dubbi sulla sua salute non sono stati sciolti, dunque. Questo dovrebbe essere il giorno 120 del suo sciopero della fame,

In solidarietà con Alaa oggi digiuna Marina Calculli, docente press Leiden Institute for Area Studies.Si è spostata da quest’anno a New York: ha infatti vinto  la  Marie Skłodowska-Curie Global Fellowship alla Columbia University a New York and  Sciences Po Paris.

Le notizie di ieri dal Cairo sono concentrate attorno ad Alaa, e non su di lui. Il presidente della repubblica egiziano ha concesso la grazia a sei detenuti. Uno di loro è Ahmed Samir, lo studente egiziano della Università centrale europea che pochi giorni fa aveva rischiato di morire soffocato per un attacco di panico. Salvato dai detenuti del suo braccio nel carcere di Tora e soprattutto da Ahmed Douma, che per difenderlo era stato pestato dalle autorità carcerarie.

L’altra notizia è che il libro di Alaa è stato finalmente pubblicato in arabo, a Beirut, con tre introduzioni d’eccezione, comprese quelle di Yassin al Haj Saleh e di Mourid Barghouthi. Era la pagina che mancava, dopo l’edizione in inglese di Fitzcarraldo e, negli USA, di Seven Stories, e l’edizione in italiano nella collana che dirigo, La Stanza del Mondo di hopefulmonster editore.