172 giorni: lo sciopero della fame di Alaa continua

Il calvario di Alaa Abd-el Fattah si avvicina a passi veloci ai sei mesi di privazione del cibo per riacquistare libertà e dignità, dopo quasi nove anni in galera. Oggi è il giorno 172 del suo sciopero della fame

“Alaa appariva estremamente malnutrito quando l’ho visto”, scrive su Facebook Mona Seif. “Sì, capisco che è stato lui a scegliere di fare lo sciopero della fame, ma perché spinto a compiere questo passo estremo dall’ingiustizia insensata con cui deve avere a che fare, e dal fallimento del governo britannico di assicurargli almeno la visita consolare in carcere. Negli stessi minuti, il governo britannico sta investendo milioni di sterline in Egitto, complimentandosi per gli sforzi e le politiche messe in atto dall’Egitto prima di #Cop27. E pensano anche che gli crediamo. Stanno facendo il massimo per salvare Alaa? Mi dispiace, io non ci credo più”.

Da Londra non arrivano segnali, dunque. Questo è quanto si evince dalle parole di Mona Seif, che non nasconde affatto sui social la sua estrema preoccupazione. “Non riesco a togliermi dalla testa com’era Alaa durante l’ultima visita. Semplicemente, non ce la faccio”, scrive.

Il digiuno solidale a staffetta per Alaa continua, dunque. Oggi martedì 20 settembre digiuna di nuovo Osvalda Barbin, del comitato direttivo di Amnesty International Italia. Grazie di cuore!

Chi vuole aderire, e partecipare al digiuno scriva una email a info@invisiblearabs.com.