L’inutilità del carcere, con le parole di Alaa

“La prigione ha fatto crescere in me un sentimento di odio, perché l’odio è ciò che ci lascia in eredità il carceriere.
La tua morte ha fatto crescere in me la voglia di perdonare, perché il perdono è ciò che mi hai lasciato in eredità.
Sono arrivato a odiare così tanto le prigioni e i tribunali, papà, che non li augurerei nemmeno a coloro che ritengo responsabili della tua morte.
Il carcere ha mai scoraggiato un criminale? C’è qualche prova definitiva della sua utilità? Oppure si dà per scontato che sia così?
Giuro, non ho mai incontrato un solo poliziotto che abbia ammesso che l’uccisione di Khaled Said sia stata un crimine. Quindi, a che serve tenerli in prigione?
Non ho mai incontrato una sola persona le cui convinzioni siano mutate dopo la detenzione. Quindi, cosa ci guadagnano a tenere i loro avversari in prigione?
Tanto tempo fa parlavamo del valore della verità. Ricordo le tue parole e immagino l’esistenza, in un mondo ideale, in un mondo remoto ma possibile, di tribunali che lavorano per arrivare alla verità. Tribunali che scoprono e spiegano il tipo di reato, come il criminale l’abbia compiuto, perché glielo abbiamo lasciato fare.Ma non riesco a vedere in alcun modo come le prigioni ci aiutino a impedire che accada di nuovo. Senza di te, come farò a spiegare alla gente che possiamo sognare un mondo senza carceri. Ci viene perfino negato di sognare un mondo in cui vengono messi in carcere i criminali, e non le vittime”.

Alaa Abd-el Fattah ha scritto queste parole nel settembre 2014, in ricordo del padre appena morto, Ahmed Seif al Islam, il fondatore dell’avvocatura in difesa dei diritti umani in Egitto. E’ tra i suoi testi  contenuti in “Non siete stati ancora sconfitti”, il libro di Alaa tradotto in italiano e pubblicato da hopefulmonster editore.

Alaa è al giorno 195 del suo sciopero della fame per avere dignità e diritti. Non solo per sé, ma per tutti gli innocenti detenuti nelle  carceri egiziane. Oggi 13 ottobre digiuna per Alaa, digiuna ancora una volta in solidarietà Paolo Pignocchi, di Amnesty International Italia – Coordinamento Europa – Circoscrizione Marche. Come già sapete, Paolo ha fatto una scelta di raro impegno: ha scelto di digiunare una volta alla settimana in solidarietà nei confronti di Alaa. Grazie di cuore!