203 giorni, e Liz Truss dà le dimissioni

Alaa Abd-el Fattah è al giorno 203 del suo sciopero della fame, silenzioso e solitario dentro il carcere di Wadi al Natrun, a cento chilometri di distanza dal Cairo. 203 giorni: sono poco meno di sette mesi, e in questi poco meno di sette mesi è successo di tutto, nel paese di cui Alaa è cittadino. Perché Alaa non è solo egiziano, ha anche un passaporto considerato forte, quello britannico. Passaporto forte, ma paese debole, in questi mesi. Due governi, quello di Boris Johnson e quello, brevissimo, guidato da Liz Truss, che ieri ha dato le dimissioni dopo aver vinto le primarie del partito conservatore. E dunque: Brexit, crisi economica, due governi, la morte della regina Elisabetta. Il governo britannico avrà la forza necessaria a difendere i diritti del cittadino Alaa?

Lo speriamo tutti. I tempi sono strettissimi, la paura è tanta, la necessità di non rimanere in silenzio anche.

In Italia la fiammella del digiuno solidale per Alaa di 24 ore ciascuno è sempre accesa. Oggi venerdì 21 ottobre digiuna di nuovo Tommaso Fontanesi, qui a Gerusalemme. E assieme digiuna per la prima volta Marco Morselli. Grazie di cuore!

Chi vuole aderire al digiuno solidale, mandi una email a info@invisiblearabs.com

Sanaa Seif, una delle due meravigliose sorelle di Alaa (qui nella foto con l’altra sorella, Mona Seif), ha dormito per strada, sotto una tenda e sotto la pioggia, di fronte all’ingresso del Foreign Office, per chiedere conto di quello che il governo britannico sta facendo e farà per Alaa.

Chi è Londra passi a trovarla.