Nov 9, 2022. Digiuno per Alaa – Fasting for Alaa

(English follows)

«Il nostro amore per la vita è resistenza. Corriamo incontro ai proiettili perché amiamo la vita ed entriamo in prigione perché amiamo la libertà» (Alaa Abd el-Fattah, Non siete stati ancora sconfitti, trad. di Monica Ruocco, hopefulmonster editore 2021)

Non c’è più tempo. Da domenica 6 novembre Alaa Abd el-Fattah, importante attivista egiziano, tra i protagonisti della rivoluzione egiziana del 2011, è in sciopero della sete e della fame.

Il suo corpo è già fortemente debilitato da 7 mesi, oltre 200 giorni, di sciopero della fame, decisione che Alaa ha assunto per lottare fino alla fine contro le politiche di negazione delle libertà fondamentali di Abd el-Fattah al-Sisi.

Alaa, cittadino egiziano e britannico, è uno degli oltre sessantamila prigionieri politici egiziani. Prigionieri di un regime che in questi giorni accoglie a Sharm el-Sheykh i leader del mondo per la Conferenza ONU contro i cambiamenti climatici #COP27.

Non c’è giustizia climatica senza rispetto dei diritti umani.

Dal gennaio 2011, Alaa ha trascorso oltre 2600 giorni in prigione: è stato torturato, privato della luce, di ogni tutela e diritto. Tutto questo unicamente per aver condiviso idee di giustizia e libertà.

Dallo scorso maggio oltre 200 persone hanno digiunato in Italia, e non solo, in solidarietà con Alaa e con tutti i prigionieri politici egiziani. A sostegno di Alaa e della sua famiglia, facciamo appello a chi ha già aderito al digiuno solidale e a chiunque voglia unirsi ora, a una giornata di digiuno collettivo della fame mercoledì 9 novembre, per chiedere l’immediata liberazione di Alaa.

Per aderire è sufficiente inviare una mail entro la mezzanotte di domani 8 novembre a info@invisiblearabs.com

Non c’è più tempo, Alaa deve essere rilasciato subito.

#FreeAlaa #FreeThemAll

Riccardo Noury e Paola Caridi

________

English Version

“Our love for life is resistance. We race towards the bullets because we love life, and we walk into prison because we love freedom” (Alaa Abd-el Fattah, You have not yet been defeated, Fitzcarraldo editions, 2021)

There is no more time. Since Sunday 6 November, Alaa Abd el-Fattah, a prominent Egyptian activist and one of the protagonists of the 2011 Egyptian revolution, has been on thirst and hunger strike.

His body is already severely debilitated from 7 months, over 200 days, of hunger strike, a decision Alaa took to fight until the end against Abd el-Fattah al-Sisi’s policies of denial of fundamental freedoms.

Alaa, an Egyptian and British citizen, is one of the more than sixty thousand Egyptian political prisoners. Prisoners of a regime that during these days welcomes world leaders to Sharm el-Sheykh for the UN Climate Change Conference #COP27.

There is no climate justice without respect for human rights.

Since January 2011, Alaa has spent more than 2600 days in prison: he has been tortured, deprived of light, of all protection and rights. All this solely for sharing ideas of justice and freedom.

Since last May, more than 200 people have fasted in Italy and elsewhere in solidarity with Alaa and all Egyptian political prisoners. In support of Alaa and his family, we call on those who have already joined the solidarity fast and anyone who wants to join now, to a day of collective hunger fasting on Wednesday 9 November 2022, to demand Alaa’s immediate release.

To join, simply send an email by tomorrow, November 8, 2022, at midnight to info@invisiblearabs.com.

There is no more time, Alaa must be immediately released.

#FreeAlaa #FreeThemAll