Liberate Alaa! Oggi Amnesty manifesta a Roma. Domani il digiuno collettivo

Laila Soueif, la mamma di Alaa, torna stamattina a Wadi al Natroun per cercare di avere notizie di suo figlio. Notizie che non ha avuto ieri, nonostante abbia passato l’intera giornata, fino a sera tardi, di fronte ai cancelli del carcere dove suo figlio è rinchiuso, da 221 giorni in sciopero della fame e, dal 6 novembre, anche della sete. Sono due giorni che Alaa non beve neanche un goccio d’acqua, mentre il ministro degli esteri egiziano contesta che sia in sciopero della fame. Mona Seif ha detto che, se suo fratello morirà, Same Shoukri sarà il primo che lei cercherà di portare davanti alle corti internazionali per i crimini commessi.

Durissima Laila Soueif: “Tra un giorno, due o tre al massimo, quello che sta passando Alaa Abd El Fattah sarà finito.
Se verrà rilasciato, sarà libero. Se morirà, sarà libero.  Con così tanto sangue sulle mani, le autorità egiziane probabilmente pensano di poterla fare franca con un altro crimine. Potrebbero avere ragione. Che differenza può fare una morte in più nella cella di una prigione?
Quindi rivolgo le mie parole ad altri, al premier britannico e a tutti questi capi di Stato che si riuniscono a Sharm El Sheikh. Le autorità egiziane sono vostri amici e protettori, non vostri avversari. Se Alaa muore, anche voi avrete le mani sporche di sangue. Eppure, dite di rappresentare Paesi in cui ogni vita conta”.

Cosa fare?

Oggi 8 novembre, a Roma, c’è una manifestazione indetta da Amnesty International Italia di fronte all’ambasciata britannica, a Porta Pia alle 17, per chiedere che Londra faccia qualcosa per il suo cittadino Alaa.

Per il digiuno a staffetta che prosegue ininterrottamente in Italia dal 28 maggio, in solidarietà con Alaa, digiuna oggi Lara Fantoni. Grazie!

Domani, digiuno collettivo di un giorno (della fame, non della sete). Da stanotte e per tutta la giornata del 9 novembre. Chi vuole partecipare, mandi una email a info@invisiblearabs.com. Per favore, specificate se volete aderire al digiuno collettivo!

#FreeAlaa #FreeThemAll