Quando un tribunale (internazionale) fa paura alla politica

L’indagine del Tribunale Penale Internazionale sulla cosiddetta “situazione in Palestina” (così viene formalmente chiamata nei documenti del TPI) non è ancora iniziata. Per farlo, la procuratrice ancora in carica fino a giugno, Fatou Bensouda, dovrà mandare una lettera ufficiale al governo israeliano. Eppure, è già cominciato il durissimo scontro sull’ipotesi che il TPI indaghi su possibili crimini di guerra commessi nell’operazione israeliana Continua a leggere

Mediterranea – Biscotti agli agrumi

Sta per finire il periodo degli agrumi, qui in Sicilia. Per tutto l’inverno abbiamo per fortuna bevuto un bel po’ di spremute (tantissime!). Qui, almeno in casa, per tradizione contadina, si cerca di non buttare nulla, nonostante il frigorifero sia stracolmo di agrumi, grazie agli amici, da settimane e settimane. E quindi, come si è sempre fatto, è bene inventari qualcosa per buttarli e usarli nei modi più diversi. I nostri vasetti di marmellata di arance sono già pronti e messi in dispensa. Allora mi è venuto in mente di usare cedri, arance e limoni per fare anche i biscotti. E siccome ho ancora il buonissimo olio extravergine di oliva Continua a leggere

Niente mi è estraneo

Nihil ad me alienum puto. Niente mi è estraneo. L’antico detto del latino Terenzio non sarebbe questo. Lo cito nella sua forma incompleta, togliendo la parte per cui è diventato famoso. Sono un essere umano, e niente di ciò che è umano mi è estraneo. homo sum, humani nihil a me alienum puto.

Oggi, in questo tempo, togliere l’”umano” dal detto antico significa abbracciare tutto. Tutto oltre noi, gli esseri umani. Perché noi, gli esseri umani, già non dovremmo essere estranei a noi stessi, al genere umano.

Niente mi è estraneo, su questo pianeta. Niente e nessun luogo dovrebbe Continua a leggere

L’occhio globale sulla democrazia

a proposito di crisi della democrazia, panico, sconforto, le parole di John Keane suonano a dir poco profetiche:
La tendenza al panico e allo sconforto “induce pensatori e attori politici a una delle seguenti conclusioni: o le democrazie s’impegnano a respingere il più possibile l’influenza di poteri ‘esterni’, o si abbandona direttamente l’ideale della democrazia, sostituendolo con una formula che si potrebbe chiamare governance, monopartitismo e altre forme di smart power in cui a governare sono per esempio tecnocrati non eletti”.
Ricorda qualcosa, un Paese a caso?
Per comprendere la democrazia bisogna conoscerne l’evoluzione in chiave globale, dall’Europa all’Antartide. E la lettura di John Keane ci aiuta.
-2 all’uscita delle librerie della nuova collana di Hopefulmonster, La Stanza del Mondo.

Il passato che non passa. San Valentino a Beirut è l’attentato a Hariri

Il 14 febbraio 2005 Beirut è scossa da un attentato di proporzioni enormi. Un attentato contro l’ex premier Rafiq Hariri, allora la figura più rilevante e controversa della politica libanese. Dal 2005, da 16 anni, il giorno di San Valentino è per Beirut il giorno di cui tutti si ricordano i gesti, le immagini di quei minuti. Una data-cesura, insomma. La memoria, però, non è mai condivisa, in Libano. Così pure la memoria di Hariri, amato e odiato. C’è chi, in questi giorni e mesi, vorrebbe per esempio
cambiare il nome dell’aeroporto internazionale della capitale libanese, ora dedicato a Hariri, e farlo ritornare a un semplice Aeroporto Internazionale di Beirut. Complicata e divisiva è la memoria in Libano.
Per ricordare quello che è successo il 14 febbraio 2005, ecco il testo della puntata di Wikiradio curata da Paola Caridi e trasmessa un anno fa.

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La Stanza del Mondo, piena di libri

Comincia una nuova avventura. Hopefulmonster, la casa editrice fondata 35 anni fa da Beatrice Merz, si arricchisce di una collana che  curerò con gioia, curiosità, passione e tutta l’attenzione che merita. Una collana che tutto contiene, senza distinzione di discipline, linguaggi, metodi di indagine. Come succede alla nostra mente quando lavora, per i saperi e per gli interrogativi non ci sono confini né muri invalicabili. Anzi, è dalla intersezione, dal rimescolìo delle idee che nascono i frutti più saporiti.

La collana si chiama “La Stanza del Mondo”. E ora provo a spiegarvi perché.

Considerare il mondo come una stanza. Un luogo piccolo in cui tutto è presente. Tutto è parte. E attraverso la luce osservare meglio le proporzioni, i dettagli, i cambiamenti, le rotture, il tempo che passa. Della stanza tutto fa parte, dalla polvere ai suoi abitanti, dall’aria alle ombre che segnano il passare del tempo. Nessuno e niente sono esclusi dalla stanza. Dalla “stanza del mondo”. Dalla stanza che è e contiene il mondo.

Può sembrare sorprendente, o addirittura limitativo, che il titolo della nuova collana di Hopeful Monster provenga da un discorso del 3 febbraio 1965 pronunciato da papa Paolo VI ai fedeli cattolici riuniti in Vaticano. La frase, nella sua compiutezza, recita: “Gesù è alla sorgente d’ogni nostra vera fortuna, è la luce per cui la stanza del mondo prende proporzioni, forma; bellezza ed ombra”.

Non c’è nessuna adesione alla fede cattolica, né ad altre, altrettanto importanti fedi. Ma quella “stanza del mondo” ci ha colpito per la sua nettezza che molto, se non tutto, contiene. Uno sguardo complesso e inclusivo sul mondo che conosciamo e su ciò che c’è oltre. E dunque, così come non c’è adesione alle fedi, altrettanto compiutamente non c’è adesione al laicismo fideistico che segna spesso lo sguardo occidentale. Scegliendo “la stanza del mondo” si è deciso di aprire la porta senza preclusioni, e lasciare entrare le intelligenze necessarie a leggere il mondo. Tutte le intelligenze, a patto che, nelle loro espressioni, rispettino la dignità della persona.

Nella stanza, e dunque anche nella “stanza del mondo”, si trova tutto. Senza che ci sia bisogno di dividere oggetti e saperi. Si troveranno tutti assieme, senza distinzione di generi di scrittura. Saggi, romanzi, racconti, linguaggi sperimentali, polemistica. Si troveranno assieme com’erano allora, parecchi secoli fa, o anche millenni fa, quando la riflessione sulla realtà, l’interpretazione del mondo, l’osservazione scientifica, la poesia trovavano talvolta, se non spesso o sempre, albergo nella stessa persona. I muri non bloccano solo gli uomini e le donne nel loro diritto alla mobilità. Bloccano la normale vita, di piante, insetti, pollini, vermi, mammiferi (umani compresi). Sviliscono il fiorire delle relazioni, anche quando le divisioni afferiscono alle distinzioni tra scienza e umanistica, saggistica e opere di invenzione. Nel fluire continuo del pensiero, nella stanza del mondo sono contenuti i libri che pubblicheremo.

Per saperne di più, ecco il link alla Stanza del Mondo, sul sito di Hopefulmonster.

Cancellare il corpo malato. Quando il teatro legge le storture del mondo

Può apparire surreale parlare di un testo teatrale che dovrebbe andare in scena tra pochi giorni, nel tempo della pandemia che ha chiuso i luoghi dello spettacolo. Lo è, nei fatti, surreale. Come surreale è questo eterno presente.

È però necessario forzare l’immobilità imposta per cause di forza maggiore. E che cause! Una pandemia che dovevamo attenderci e alla quale non abbiamo opposto la resistenza della visionarietà e dell’analisi dei fatti e delle circostanze. Occorre darci un ritmo, deviare il fiume dell’eterno presente con le chiuse, gli ostacoli, le anse che il tempo, individuale e storico, richiede.

E così, per obbedire all’imperativo del navigare il tempo senza lasciarsi travolgere dal “senza futuro”, mi inserisco nella serie  che Enrico Fiore, sul Corriere del Mezzogiorno, ha titolato “Il teatro che aspettiamo”. Enrico Fiore ha dedicato la prima puntata a “Hospes, -itis”, il testo drammaturgico di Fabio Pisano che verrà messo in scena con la regia di Davide Iodice al Teatro San Ferdinando, con una produzione Teatro di Napoli – Teatro Nazionale e Sardegna Teatro. Verrà messo in scena, ma non nei giorni previsti dal cartellone, dal 18 febbraio, perché occorre seguire le regole.

Al testo di Fabio Pisano sono legata dai casi (felici) della vita, che offre incontri e relazioni che non erano messi in conto. Ho conosciuto Fabio Pisano a Sciacca, durante il concorso per corti teatrali “S…corticando” edizione 2013. Ero in giuria. Dirigevo allora il piccolo Teatro L’Idea di Sambuca di Sicilia, che avevo fatto emergere con fatica dalle secche della noncuranza e della mancanza di una visione culturale.

L’edizione 2013 del premio fu vinta proprio da Pisano con il suo “(S)confessioni”. La casualità di questo incontro non è un dettaglio: un giovane drammaturgo napoletano gira l’Italia (e arriva nella Sicilia meno frequentata da turismo e cultura) con un testo forte, compiutamente teatrale e allo stesso tempo figlio del suo tempo e della sua generazione, con un ritmo ascendente che non può non far riferimento a un certo tipo di cinema statunitense. “(S)confessioni” mi aveva colpito molto, anche per la splendida recitazione di Edoardo Sorgente e Ciro Giordano Zangaro.

Da allora, con Fabio abbiamo intessuto conversazioni online che durano da otto anni. Conversazioni tra persone di età, esperienze professionali, vita, e retroterra culturali molto differenti. Conversazioni a distanza, ben prima della pandemia.

In questi anni, Fabio Pisano ha ottenuto i riconoscimenti che merita. È stato nella rosa dei finalisti del Premio Giovanni Testori edizione 2018. Ha vinto, proprio con Hospes, -itis, il Premio Hystrio Scritture di Scena 2019.

E’ un autore estremamente curioso, Fabio Pisano. Ama […]

Per continuare a leggere l’articolo, segui il link al sito di Lettera22.

La Stanza del Mondo. Piena di libri

 

Non mi ero accorta fossero già passati oltre due anni. Oltre due anni da quando Beatrice Merz e Silvano Bertalot mi hanno fatto una delle proposte folli che, è bene dirlo, ci facciamo a vicenda. L’offerta che mi hanno fatto, se mi ricordo bene a Palermo, era quella di dirigere una collana editoriale.

Tutto mi sarei aspettata, salvo un’offerta di questo tipo. Bellissima e impegnativa. E come spesso succede nei nostri dialoghi, visionaria.

La mia risposta è stata, ovviamente, sì. Con una precisazione, che è tutta contenuta nelle tre parole con cui abbiamo definito e intitolato la collana: Stanza del Mondo. E cioè una stanza che Continua a leggere

Matteo Renzi e il fallimento della sua politica estera

È stato sempre un problema, per la Firenze di oggi, il rapporto con la sua storia. E che storia, letteraria e culturale e di pensiero! Uno di quei pesi che ti schiacciano, se non li sai usare nella maniera giusta. Uno di quei pesi che hanno reso, per molti aspetti, Firenze una città più provinciale di quanto si pensi, incapace di liberarsi – appunto – degli antichi fasti. Compreso il Rinascimento. Compreso Machiavelli.

C’è chi, invece, pensa che si possa ancora cavalcare la Continua a leggere

Un anno senza Lina Ben Mhenni

Chissà cosa avrebbe detto Lina Ben Mhenni di queste celebrazioni dei 10 anni dall’inizio delle rivoluzioni e delle rivolte nella regione araba. Chissà cosa avrebbe detto della Tunisia di questi ultimi giorni e, soprattutto, cosa avrebbe fatto nel suo Paese, segnato da una nuova ondata di proteste e di richiesta di ‘pane e rose’, lavoro e democrazia. E invece oggi Continua a leggere