Il Club Tenco premia Ramy Essam

Ramy Essam ha vinto il premio che il Club Tenco ha dedicato alla band turca Grup Yorum, che ha pagato e sta pagando a caro prezzo il diritto alla libertà, compresa la libertà di espressione.
Ramy Essam è la voce della rivoluzione di piazza Tahrir. La piazza cairota gremita cantava Irhal (Vattene) assieme al cantautore egiziano, da anni in esilio.
Qualche anno fa, esattamente nell’estate del 2016 (grazie ad Alessandro Leogrande e a Giuliano Battiston che avevano vinto la mia pigrizia) avevo scritto un ritratto di Ramy Essam per quella bellissima rivista che era  Lo Straniero, fondato da Goffredo Fofi. Parlavo di Ramy Essam come uno degli esponenti della  diaspora egiziana.  Molti, dei rivoluzionari, sono nelle città europee. E’ facile seguire la produzione scientifica, artistica, la vita di alcuni di loro. Forse sarebbe il caso di occuparsene un po’ di più. Allora, nel 2016, e oggi ancora di più, nel 2020, nei giorni in cui arrivano dal Cairo le notizie degli arresti dei vertici di una delle ong più serie, lo EIPR. Arresti avvenuti dopo un briefing dello EIPR agli ambasciatori e diplomatici degli Stati europei.

Buona lettura

Da Irhal al Carcere a Colori

Ramy Essam l’Egitto lo ha lasciato. Non si può neanche dire che lo abbia dovuto lasciare, perché non tutti i giovani egiziani protagonisti della rivoluzione di Tahrir hanno scelto di lasciare il proprio paese. Nonostante l’altissimo rischio di essere arrestati, torturati, uccisi. O fatti sparire nel nulla, com’è successo da oltre un anno a questa parte a più di duemila persone. Continua a leggere