#FreePatrick

In attesa del verdetto del tribunale di Mansoura. Tribunale d’emergenza, senza appello. Imputato: Patrick Zaki. Accusa: diffusione di notizie false. Numeri di anni che rischia di passare in carcere: cinque. Giornalisti tenuti fuori dall’aula di tribunale. Diplomatici arrivati a Mansoura.  L’imputato, Patrick Zaki, ad attendere la sentenza in un  bar vicino alla corte. Ha un libro in mano, dice l’inviata del giornale radio Rai Azzurra Meringolo. E’ il libro di Alaa Abdel Fattah. Leggere, comprendere, avere un libro come atto di resistenza. Quante lezioni ci stai dando, Patrick…

#FreeThemAll

Aggiornamento: il tribunale ha rinviato l’udienza al 6 aprile. Patrick  Zaki è potuto entrare nell’aula. E’ rimasto mezz’ora nella gabbia – una vera e propria gabbia con le sbarre – dove restano gli imputati per assistere al processo. E’ ora di nuovo libero, sino al 6 aprile. Dettaglio – per così dire – ironico: il 6 aprile è una data importante, nella storia recente egiziana e in quella rivoluzionaria. Nel 2008, il 6 aprile, fu dichiarato uno sciopero bianco su Facebook, e funzionò molto. I testimoni dicono che Cairo fosse stranamente deserta. Meno di tre anni dopo, uno dei più importanti movimenti rivoluzionari decise di prendere il nome proprio dal 6 aprile. I suoi leader sono stati messi in galera: la gran parte di loro è laica.