l’11 maggio, a Torino….

conf desaparecidos

Per chi è a Torino, l’11 maggio. E il giorno dopo è al Salone del Libro, nella prima giornata dell’edizione 2016. Proviamo a parlarne, assieme ai giuristi, al direttore di Amnesty International Italia, ad arabisti italiani e stranieri. c’è una parte bella di questa storia che parla di diritti negati, di repressione, di vite violentate. Ed è la parte che riguarda il lavoro assieme di questi mesi. Lavoro a distanza, uniti da uno sguardo comune e dall’impegno quotidiano.

25 aprile, al Cairo

Erano un centinaio. Non di più. Un centinaio di manifestanti (pacifici) in una delle piazze più conosciute del centro residenziale del Cairo. Piazza al Messaha. Per chi ha vissuto al Cairo, la piazza dove ci sono una delle migliori pasticcerie della città, il McDonald e il Goethe Institut. Una piazza della media borghesia egiziana, in un quartiere comeDoqqi, che è lo stesso dove viveva Giulio Regeni.

messaha sq due 25 aprile messaha sq quattro 25 aprile messaha sq tre 25 aprile

Continua a leggere

Caso Regeni. Privacy e tortura

Privacy. Inviolabile. Fa una strana impressione leggere le indiscrezioni sul lungo (e infruttuoso) incontro tra i magistrati inquirenti italiani e i magistrati egiziani a Roma sull’omicidio di Giulio Regeni. Privacy inviolabile: i  magistrati egiziani avrebbero addotto questa giustificazione per evitare di consegnare i tabulati telefonici richiesti.

Privacy inviolabile: per chi è stato per un po’ di tempo al Cairo il concetto di privacy è un concetto che ha poco a che vedere con la inviolabilità. Continua a leggere

La vera Realpolitik passa dai diritti

 

Questo articolo lo avevo pubblicato un mese e mezzo fa. Parla di stabilità e diritti. Oggi, dopo le rivelazioni provenienti dal Cairo sul caso di Giulio Regeni, mi sembra il caso di riproporlo. Soprattutto a chi usa la Realpolitik senza etica.

Una terra distrutta da bombardamenti devastanti. Popoli piegati da morte, sofferenza e crudeltà, milioni in fuga dalle proprie case. Fame, povertà. Massacri deliberati. Dittatori spietati. No, non è la descrizione per titoli del disastro in cui versano ampie aree del Medio Oriente e il Nord Africa. È la descrizione dell’Europa a cavallo della seconda guerra mondiale. Un continente in preda a un’instabilità che poggiava su molte, complesse ragioni, ma che aveva nella mancanza dei diritti più elementari il suo peccato originale. image Continua a leggere

Ho letto tante interviste a Hosni Mubarak

… e ho letto anche l’intervista ‘esclusiva’ di Repubblica ad Abdelfattah al Sisi. Presidente della repubblica egiziana Mubarak, sino a che – nel 2011 – il vertice dell’esercito non gli ha imposto le dimissioni per evitare il peggio. Presidente della repubblica egiziana Al Sisi. Non è questa l’unica analogia, tra i due uomini. Anche le modalità dell’intervista, il luogo in cui è stata fatta, il palazzo di Heliopolis, e soprattutto le risposte.

Le risposte dei presidenti egiziani sono spesso simili. Continua a leggere

Verità e giustizia, per Giulio Regeni

imagela macchina del fango è partita, subdola. Come se, nel 2016, fosse semplice come lo era prima un lavaggio mediatico delle menti. Tracce, veline, voci, pareri di esperti più o meno esperti, notizie sui giornali filogovernativi egiziani, smentite (che vengono dalla procura di Giza, un dettaglio che farebbe intravedere una magistratura divisa, come lo era per fortuna anche ai tempi di Mubarak…). E ancora una volta l’informazione – lo dico da tecnica – sta mostrando la trama lisa di una professione che andrebbe rimessa in discussione, nel profondo.

forse è meglio ripartire dal basso. E fare pressione con gli strumenti che ognuno di noi ha a disposizione. Io cambio il mio profilo su Facebook, per esempio, aderendo alla campagna di Amnesty International. Alla richiesta di verità ho aggiunto la richiesta di giustizia, perché i due termini sono indissolubilmente legati. L’impunita patente delle forze di sicurezza, in Egitto, è la causa prima delle morti, delle scomparse, delle torture di questi anni. Pretendo verità e giustizia, per Giulio Regeni e per i tanti ragazzi egiziani senza nome che hanno subito lo stesso affronto e la stessa crudeltà. Pretendo, da cittadina, che il mio paese e il mio governo e le mie istituzioni facciano il loro dovere sino in fondo, chiedendo verità e giustizia al regime egiziano.

Parole vuote. Sull’Italia, l’Egitto, e la giustizia per Giulio – Omar Robert Hamilton

Questo blog, come sapete, contiene solamente i miei articoli, le mie riflessioni, i miei pensieri. Raramente faccio una eccezione, perché le eccezioni van fatte. Ho chiesto a Omar Robert Hamilton di mettere sul mio blog la traduzione italiana dell’articolo che ha pubblicato su Jadaliyya. Ed eccola qui. 

Poche parole sull’autore, Omar Robert Hamilton. Regista, attivista, firma analisi e commenti su The Guardian e London Review of Books. Era a piazza Tahrir, al Cairo, cinque anni fa, assieme alla sua famiglia e agli altri ragazzi che hanno fatto la rivoluzione.

Fratture multiple, bruciature di sigaretta, abrasioni, unghie strappate, tutte le dita rotte, decine di lacerazioni su tutto il corpo, sulle piante dei piedi, e sulle orecchie, e per concludere la rottura del collo e il soffocamento. Il corpo di Giulio è stato ritrovato seminudo lungo il ciglio di una strada.

I segni dei servizi di sicurezza egiziani sono immediatamente riconoscibili. Nessuno ha dubbi sulla mano che ha ucciso Giulio Regeni. E così i rapporti diplomatici ed economici tra Egitto e Italia sono stati spinti a forza sotto i riflettori. Continua a leggere

La Meglio Gioventù, lasciata sola – 1

Stavo pensando a Islam Gawish, appena tre giorni fa. Uno dei più noti vignettisti egiziani, arrestato così, senza capi di imputazione, dai servizi di sicurezza del regime di Abdel Fattah Al Sisi. Lo hanno portato via, sottoposto a un lungo interrogatorio. Forse per l’amministrazione della sua pagina Facebook. Per Islam Gawish si è mobilitata immediatamente la Rete, internet, egiziano e internazionale, chiedendo conto di quello che si stava facendo al Cairo. Islam è forse il vignettista più noto in Egitto. Continua a leggere