Ilana, l’alleata di Suad

Il sabato, a Gerusalemme, è giorno di lettura. Ci sono gli inserti settimanali di Haaretz e del Jerusalem Post, per esempio, oltre a chili e chili (nel mio caso) di libri specialistici e saggi e pagine e lunghi articoli… Comunque, fuori dai doveri professionali, ho cominciato la giornata con un bellissimo e lungo racconto di Ilana Hammerman, pubblicato nell’inserto di Haaretz. Nonostante il titolo (Viaggi nella iperrealtà), il racconto di Ilana Hammermann è la radiografia della vita quotidiana tra Tel Aviv e Israele, il “si vede” e il “non si vede per niente tanto è invisibile” che va in onda sul lungomare di Tel Aviv, tra le assi di legno del vecchio porto, riattato a passeggio trendy della città israeliana più pubblicizzata sulle riviste di viaggi.

Ilana Hammermann si descrive come una nota traduttrice, di Nietzsche e di quell’Albert Camus sconosciuto alle giovani poliziotte che la interrogano. Perché ha portato sulle rive del Mediterraneo donne palestinesi che vivono nei paesi della Cisgiordania e che il mare non l’hanno mai visto. Denunciata per ingresso illegale di palestinesi in Israele, insomma. Ma lei, questi viaggi, li fa e li continuerà a fare, e spera – anzi – di finire in tribunale, così da spiegare cosa – secondo lei – non va, nelle leggi israeliane.

Il richiamo a Murad Murad di Suad Amiry, pubblicato un po’ di tempo fa da Feltrinelli, è evidente. E di quei lavoratori palestinesi in nero che ogni notte passano “frontiere” di diverso tipo e natura e vanno in Israele per alimentare il mercato nero dell’edilizia parla anche la Hammermann. Perché anche lei, come Suad Amiry, li ha incontrati e ci ha parlato. Pentendosi di non aver portato anche loro in Israele, e non solo donne a cui ha regalato un giorno senza conflitto, al mare, nel mare.

Portare anche gli uomini, che vanno in Israele per lavorare e mantenere la famiglia: la Hammermann vorrebbe risparmiare loro pericolo, fatica, arresti, umiliazioni.  Non è sola, in questo outing politico. C’è una parte di Israele, minoritaria e invisibile ai più, che sorprende sempre, per coraggio e coerenza. Intellighentsjia, ma non solo.

la foto ritrae uno dei checkpoint più importanti della Cisgiordania, quello di Huwwara a Nablus, da Wikimedia.