Se i pupi interrogano la nostra identità 

 IMG_1692.JPGMimmo Cuticchio chiede che la tradizione dei pupi venga salvata da chi, tra le autorità, ha la competenza e la possibilità per farlo. Non dovrebbe chiederlo, non dovrebbe sentire l’urgenza di chiederlo perché le autorità, non solo regionali ma nazionali, ci avrebbero dovuto pensare prima. Nel caso delle autorità nazionali, non penso a una questione di competenza, che il maestro Cuticchio concentra nelle autorità regionali. Penso a una politica culturale che perde di vista il senso complessivo di sé. Ora possiamo andare oltre l’Expo, oltre la vetrina, e provare a riflettere su ciò che dobbiamo fare sulle diverse identità di cui siamo composti. Il primo dovere è conservare. E su questo pilastro, possiamo costruire tutto il resto, inventare, innovare.

Rispondo alla richiesta gentile di Elisa Puleo, e pubblico la lettera che il maestro Mimmo Cuticchio ha indirizzato al governatore della Regione Sicilia, Rosario Crocetta, chiedendogli di salvare i pupi di uno dei grandi opranti, il cavaliere Emanuele Macrì

“Pupi armati e pupi disarmati disarmano la nostra coscienza”

Non avrei mai più voluto leggere articoli come quello pubblicato sul “Giornale di Sicilia” lo scorso 17 ottobre, Continua a leggere