Mattarella, la sobrietà e le palme

Il discorso del presidente Mattarella è stato bello, sobrio e pieno di dignità. In piedi accanto a una finestra che si affaccia su un meraviglioso giardino e su bellissime palme, alberi la cui ampiezza della sommità ripara dal sole implacabile. Palme che, a seconda dei luoghi e delle iconografie, possono significare prosperità e vita. La scelta del presidente sembra un modo per dire: sto per uscire di scena, e in segno di rispetto sono qui in piedi davanti a voi alla fine del settennato. Le palme sono a Roma, così come sono nella sua Palermo e in tutto il Mediterraneo. Albero che unisce.

Non ci sarebbe stato neanche bisogno di sottolinearlo, se non ci fosse stata una polemica sulle palme, a mio parere inutile e sgradevole. Una piccola ‘distrazione di massa’. E’ il motivo per cui, a corredo, metto due immagini. La prima, un pudding di bulghur ripieno di pasta di datteri, con cannella e noci. Il primo regalo del 2022 da parte di un amico caro. Regalo che parla, appunto, di palme, datteri e grande civiltà. E poi un catalogo dei ricami palestinesi, da poco diventati patrimonio immateriale dell’umanità per volontà dell’Unesco: tra i motivi, c’è anche la palma, albero fondamentale in tutto il Mediterraneo, segno di prosperità e vita, riparo dal sole, fonte di cibo.