Alaa è al giorno 151 di sciopero della fame. Alaa non è stato ancora liberato dal regime egiziano, ed è ancora nel carcere di Wadi al Natroun. Alaa vive da nove anni il suo calvario dentro il sistema carcerario egiziano, come altri sessantamila detenuti (stima in difetto).
Sua madre, la professoressa Laila Soueif, si è recata ancora una volta a Wadi al Natroun, a un centinaio di km fuori dal Cairo, per avere notizie di Alaa e cercare di fargli avere libri, apparecchi elettromedicali, bloc notes. Cose all’apparenza normali, e invece oggetto di una trattativa infinita e spesso infruttuosa. Sul suo profilo Facebook, Laila Soueif ha aggiornato noi – tutti noi che seguiamo con preoccupazione estrema il calvario di Alaa – con le ultime notizie.
La prima: ha avuto un messaggio da parte di suo figlio, in cui conferma che sta continuando lo sciopero della fame, e che nulla è cambiato nelle sue condizioni di salute e nelle condizioni della sua detenzione.
Le autorità carcerarie hanno concesso questa volta i libri, ma non le riviste scientifiche. (ci sono gesti che rendono evidente cosa intendesse Hanna Arendt con la “banalità del male”)
Hanno fatto entrare gli indumenti che erano stati lavati, e fogli di carta.
Non hanno fatto entrare la radio, lettore mp3, orologio da polso, misuratore di glicemia, misuratore di pressione, un cuscino e l’incenso.
Ogni commento è superfluo. Ogni silenzio da parte delle cancellerie europee, britannica, statunitense è però complice.
Oggi digiunano Patrizia Guido e Virginio De Angelis. Grazie!!
Chi vuole aderire al digiuno solidale di 24 ore a staffetta, iniziato il 28 maggio scorso e continuato sino a oggi senza interruzioni, può mandare una email a info@www.invisiblearabs.com