Un premio

Il 22 giugno alle 17.30 succede questo, a Roma, all’interno del Festival della Letteratura di Viaggio. Succede che mi hanno assegnato il Premio Kapuściński 2024 (per la scrittura) per il mio Hamas. Dalla resistenza al regime, Feltrinelli.

Sono onorata, stupita, e sento tutto il peso della responsabilità, per questo premio. Credo sia il riconoscimento di un lavoro lungo, certosino, nato quando questi temi non erano da prima pagina. L’unica cosa che penso, da giorni, è che questo premio lo aveva ricevuto nel 2012 Alessandro Leogrande. Rimpianto, tanto, divenuto troppo presto per molti di noi lo spirito guida.

Ricevere un premio nel nome di Ryszard Kapuściński assieme a Wael Dahoudh, il capo dell’ufficio di Gaza di Al Jazeera, assume per me un significato speciale. Un significato che in molti, moltissimi aspettavano da tempo, in Italia. Wael Dahdouh, al Jabal, la “montagna” come lo chiamano i suoi colleghi, è diventato – ahimè, senza desiderarlo – il simbolo di tutti i giornalisti palestinesi di Gaza, di quelli ancora vivi che da otto mesi non hanno smesso un giorno di informarci, di mostrare l’orrore e la carneficina, in condizioni indicibili. E dei colleghi morti, ben oltre cento, tra giornalisti, cameraman, fotografi, operatori dell’informazione. Per il Comitato internazionale di protezione dei giornalisti (CPJ) sono almeno 102 i giornalisti palestinesi uccisi dagli israeliani nella guerra su Gaza. Decine i feriti. Decine gli arrestati, tra Gaza e Cisgiordania. E’ una conta tragica che non inserisce i familiari dei giornalisti di Gaza, E Wael Dahdouh è, ancora una volta, il simbolo di coloro che hanno subìto il massacro di parte della famiglia. A Dahdouh  hanno ucciso sua moglie Amna, suo figlio Mahmoud, sua figlia Sham e suo nipote Adam. Hanno assassinato  Samir Abu Daqqa, il cameraman con cui spesso lavorava, impedendone il soccorso, mentre nello stesso attacco lo stesso Dahdouh è stato ferito. E infine gli israeliani hanno compiuto l’omicidio mirato di suo figlio Hamza, giornalista come lui.

L’evento è gratuito e aperto a tutti, con ingresso libero, nei giardini di Villa Celimontana (Largo della Società Geografica Italiana) fino ad esaurimento posti. Consigliata prenotazione. E il link per iscriversi è qui.