C’è una persona a cui penso, mentre ascolto Karim Khan. E’ stato l’architetto della giustizia penale internazionale incarnata nel Tribunale Penale Internazionale (ICC), istituito con lo Statuto di Roma nel 1995, mentre erano in corso le guerre nei Balcani e aveva già avuto luogo il genocidio dei tutsi a opera degli hutu in Ruanda. Si chiama, si chiamava Antonio Cassese. E tutti, nel mondo, dovrebbero essergli grati. Questo mondo lo ha lasciato nel 2011. Troppo presto. Le sue tracce, però, sono tutte lì, nella recente storia della giustizia penale internazionale. Per saperne di più, qui c’è il testo di una sua intervista inserita in un libro della Chicago university press curata da Heikelina Verrijn Stuart and Marlise Simons.
Il procuratore generale del Tribunale Penale Internazionale Karim Khan ha chiesto l’emissione di mandati d’arresto per i dirigenti politici e militari israeliani e palestinesi. Nel caso dei palestinesi, tutti e 3 i mandati d’arresto sono nei confronti dei vertici di Hamas. Il capo del politburo Ismail Haniyeh, il capo di Hamas a Gaza, Yahya Sinwar, e il capo dell’ala militare, le brigate Ezzedine al Qassam, Mohammed Deif. Nel caso degli israeliani, è la catena di comando politico-militare a essere colpita dai mandati d’arresto: il premier Benjamin Netanyahu e il ministro della difesa Yoav Gallant.
Cosa significano i mandati internazionali d’arresto: coloro che sono raggiunti da mandati d’arresto possono essere arrestati nei paesi che hanno firmato lo Statuto di Roma che nel 1995 ha istituito il Tribunale Penale Internazionale (#ICC). Diventano paria. La giustizia internazionale, anche l’ICC dopo la Corte Internazionale di Giustizia (ICJ), interviene. Non in supplenza della politica, ma perché crimini di guerra e crimini contro l’umanità sono stati commessi.
Finalmente, dunque, l’ICC è intervenuto. E tutto ciò è figlio di quel tribunale ad hoc sulla ex Jugoslavia che ha cambiato il modo di intendere la giustizia internazionale. Una giustizia che interviene, e non sancisce ciò che la politica decide.
L’Italia è firmataria dello Statuto. Non solo. L’Italia è il paese che ha ospitato a Roma la conferenza sullo statuto, nel 1995. Abbiamo, come paese, una doppia responsabilità. Pensiamoci.
L’immagine: Karim Khan, dal sito dell’ICC.