Far la pace con i cattivi era il titolo provocatorio, scelto per la conversazione tra don Matteo Zuppi, assistente spirituale della Comunità di Sant’Egidio, e me. Titolo e interlocutori fanno già intuire che i due quadranti su cui ci siamo concentrati sono stati l’Africa subsahariana e il Medio Oriente, nello specifico il conflitto israelo-palestinese. Il tutto, strutturato come un rincorrersi di domande: chi è il Cattivo? quando il Cattivo diventa Buono? E qual è la soglia di cattiveria che impedisce, da quel punto in poi, di bloccare qualsiasi negoziato? E l’etichettare il Cattivo non può essere un alibi?

Un po’ di teoria, ma soprattutto molti esempi pratici, di negoziati, contatti, faticosi dialoghi, approfittando della lunga esperienza di don Zuppi in Mozambico e in Burundi. E il pubblico ha apprezzato proprio questa condivisione di una esperienza sul campo che ha mostrato i Cattivi non solo nella loro rappresentazione mediatica, ma soprattutto nelle loro azioni dietro le quinte.
