De Libertate

Sono una fuoriuscita. Sempre più spesso, negli ultimi mesi, ma direi anche negli anni più recenti, rispondo così, in maniera secca e provocatoria, a chi mi chiede come ci si senta a vivere all’estero. Fuoriuscita è un termine che uso con estrema cautela, si badi bene. E’ una parola che ho sentito spesso nei miei studi universitari; che ho masticato come un bolo, quando la leggevo nei testi sacri di storia dell’antifascismo; che ho usato per i miei studi sul socialismo italiano della prima metà del Novecento; che ho ascoltato come storia viva dalla voce del mio maestro, Paolo Spriano, e dei testimoni e dei reduci che mi è capitato di incontrare. So, insomma, di cosa parlo. Ed è per questo che, da una parte, la uso con estrema cautela, mentre – dall’altra – sento la necessità di utilizzarla in un momento come questo.

Fuoriuscita. Perché non mi sembra di appartenere a un paese che ha perso il timone della democrazia. Perché sento il dibattere della politica e mi chiedo dove sia andata, la politica alla quale sono stata educata. Perché ascolto le parole del razzismo, dell’antipolitica, del populismo, del prefascismo, e mi chiedo perché siano tornate in libera uscita, dopo essere state imprigionate da una Costituzione che è ancora, per me, il libro delle regole sacre di uno Stato laico.

So, certo, di non essere in pieno e formalmente una fuoriuscita. Mentre lo scrivo, mi trovo in Italia, libera di esprimere una voce di dissenso. So altrettanto bene, però, la china che si sta percorrerendo. Lo so dalla nostra storia non così lontana. Lo so per aver frequentato quel dissenso che stava al di là della cortina di ferro, dissenso di fuoriusciti oppure di coraggiosi del ‘centro interno’, mi si passi il termine. Sento che la nostra libertà è in pericolo: non solo e non tanto quella dei singoli individui, ma quella della nostra comunità nazionale. Una libertà delicata, che in tutti questi anni è stato poco sostenuta, come fosse un dato assodato e non invece una pianticella da coltivare.

E’ per questo che ho deciso di partecipare alla manifestazione di sabato. Per la libertà. E non solo per la libertà di stampa….

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