
Al Bustan, in arabo, significa giardino. Ma a Gerusalemme significa discordia. Ci vivono, al Bustan, decine di famiglie palestinesi. Il sindaco israeliano di Gerusalemme lo vuole trasformare in un parco, in un giardino, appunto. Ma il Bustan è a Gerusalemme est, in un quartiere arabo come Silwan. Ed è diventato il simbolo di quanto il nodo di Gerusalemme, nel conflitto, non può essere evitato. Questa è una mappa dell’OCHA, l’ufficio di coordinamento degli affari umanitari dell’Onu a Gerusalemme, che continua da anni a fare un lavoro egregio producendo cartine e mappe sulla situazione a Gerusalemme est (la parte occupata di Gerusalemme), nella Cisgiordania (incredibilmente precise e aggiornate sono le mappe sulle chiusure di qualsiasi tipo, dai checkpoint permanenti e provvisori al Muro), e a Gaza. E’ un’immagine che può sembrare (ed è) di difficile comprensione per chi non è mai stato a Gerusalemme, eppure è una perfetta rappresentazione di quello che succede nella città più controversa del conflitto.