La notizia potrebbe sembrare di poco conto. E invece è importante. Khaled Meshaal, il leader dell’ufficio politico di Hamas, ora a Damasco, potrebbe andare in visita ad Amman. Si tratta di una vera e propria svolta nelle relazioni tra Hamas e il regime hashemita, dopo gli screzi degli anni più recenti, ma soprattutto dopo la decisione, presa dalla Giordania, di chiudere gli uffici di Hamas ad Amman in seguito al famoso affare Meshaal (i servizi segreti israeliani tentarono di uccidere con il veleno Meshaal, salvo dover poi fornire l’antidoto per salvargli la vita: Meshaal se ne andò poi da Amman, prima in Qatar poi in Siria, e da allora non è più tornato in Giordania). A confermare la notizia, ci sono i due round di incontri che si sono tenuti nello scorso mese, tra il capo dei servizi di sicurezza giordani, Dahabi, e due importanti esponenti di Hamas, Mohammed Nazzal, ma soprattutto Mohammed Nasr, considerato il rappresentante personale di Meshaal. Gli incontri, di cui ha parlato negli scorsi giorni anche Ismail Haniyeh da Gaza, dovrebbe preludere a una visita di Meshaal entro brevissimo tempo. Ma in Medio Oriente mai niente è sicuro.