Nuovi fili tra Damasco e Beirut

La notizia è di quelle che travalicano il significato diplomatico: Bashar al Assad ha firmato un decreto con il quale si ristabiliscono relazioni diplomatiche tra Siria e Libano. Un evento storico: la Siria aprirà la sua prima ambasciata a Beirut, e riconoscerà dunque al Libano una totale sovranità, dopo aver controllato il paese con gli accordi di Taif che misero la parola fine alla lunga guerra civile.

Damasco riconosce, dunque, i cambiamenti occorsi in Libano, soprattutto dopo il ritiro delle truppe siriane dal Paese dei Cedri. Di più: è l’onda lunga della mediazione che, in Qatar, portò all’accordo che pose fine agli scontri di maggio. Quanto questa stabilizzazione durerà, non è dato sapere, ma è importante che la Siria si stia disegnando un profilo diverso da prima, in un periodo nel quale le debolezze dei singoli attori mediorientali (e internazionali) sta di nuovo gettando la regione in una pericolosa impasse.

Se l’apertura di relazioni diplomatiche tra Damasco e Beirut è una buona notizia, non bisogna però dimenticare i segnali destabilizzanti che ci sono in Libano. E in particolare quelli che derivano dalla tensione tra Siria e Arabia Saudita. Li indica, per esempio, Sami Moubayed nel suo ultimo articolo, riportato da Syriacomment: “Syria challenged the Saudis in Beirut – and won a military confrontation between Hezbollah and the Saudis’ Hariri bloc last May. Meanwhile, the Saudis started playing the dangerous game of turning a blind eye to jihadis wanting to wage war on Syria”.

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