La visita siriana di David Miliband è stata solo una tappa nell’attivismo britannico in Medio Oriente. Così come a Damasco, anche nel Golfo lo sguardo del foreign secretary è diretto verso l’Iran. E il Guardian lo conferma: in un discorso che pronuncerà oggi, Miliband mette in guardia Teheran, perché “the prospect of a nuclear-armed Iran poses the most immediate threat to the stability” of the Middle East. But he also explicitly states that the British-backed EU and UN sanctions “are not an attempt at regime change. And nor are they a precursor to military action. We are 100% committed to a diplomatic resolution of this dispute. We will work closely with the new US administration on this issue.” Bastone e carota in salsa londinese? Sì, probabile. Ma sembra di più un’apertura verso l’Iran, proprio nella fase in cui tutti quanti si stanno posizionando mentre attendono l’arrivo effettivo di Obama.