Tutti pazzi, anche gli expat

Noi expat ci guardiamo la televisione italiana. Almeno quando possiamo. E’ la nostalgia dell’emigrante nella versione Terzo Millennio. Montiamo il dish, la parabolica, ci scambiamo informazioni sulla collocazione delle tv italiane, ascoltiamo i giornali radio, e magari ci guardiamo Sanremo, e magari siamo pure contenti quando vince Sincerità e la nostras Bridget Jones all’italiana. Certo, non tutti gli italiani expat hanno gli stessi gusti, ma vi sorprenderà sapere che il popolo delle telenovelas e delle fiction nostrane è tutt’altro che minoritario. Non importa se siano trash, decenti, confezionate come un cioccolatino o invece intelligenti (com’era La Squadra prima maniera, mai troppo rimpianta).

Da Gerusalemme a Gaza, passando per Maputo, gli estimatori di Un Posto al Sole non solo non sono pochi, ma sono anche fedeli, leali e costanti. Non ho ancora fatto un’indagine su Tutti pazzi per amore, ma sono certa che ieri sera non eravamo gli unici: l’audience non ci conta, ma nei milioni da record che si sono seguiti la migliore fiction degli ultimi anni c’erano anche gli italiani all’estero.

E da ultimo, un grazie agli sceneggiatori di Tutti Pazzi per Amore, non ridevo così da anni. Hanno riaperto la stagione della sana commedia all’italiana, dove i cambiamenti sociali sono comunicati gentilmente al telespettatore, come una cortese stretta di mano. Mi sembrava di esser tornata ai tempi di Pane, amore e fantasia. Un mix intelligente, ironico, tenero. Ma per favore non fate il numero due. Pensate a un’altra commedia all’italiana, bella quanto Tutti pazzi per amore, altra storia, altri attori, altra città. Stessa intelligenza.

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