Mai come ieri, la politica, l’alta politica, è entrata di peso in questo difficile viaggio papale. Ed è stato Benedetto XVI a volerla. Mai era stato stigmatizzato, in modo così perentorio, il Muro di separazione lungo oltre 700 chilometri che Israele sta continuando a costruire dentro la Cisgiordania. “Un muro che si introduce dentro la vostra terra, separa i vicini, divide le famiglie”, dice il papa nell’accomiatarsi dal presidente dell’ANP Mahmoud Abbas, nel pomeriggio, dopo il lungo colloquio a due che conclude la giornata a Betlemme.
Il pontefice tedesco ricorda che “nonostante i muri possano essere facilmente costruiti, sappiamo tutti che non durano per sempre. Possono essere buttati giù”. Il parallelo con Berlino è sin troppo evidente. Ma il pontefice va oltre, e va dritto al cuore del conflitto israelo-palestinese. “Prima, però, è necessario rimuovere i muri che abbiamo costruito attorno ai nostri cuori, le barriere che abbiamo costruito contro i nostri vicini”.
Il pontefice tedesco ricorda che “nonostante i muri possano essere facilmente costruiti, sappiamo tutti che non durano per sempre. Possono essere buttati giù”. Il parallelo con Berlino è sin troppo evidente. Ma il pontefice va oltre, e va dritto al cuore del conflitto israelo-palestinese. “Prima, però, è necessario rimuovere i muri che abbiamo costruito attorno ai nostri cuori, le barriere che abbiamo costruito contro i nostri vicini”.
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(nella foto tratta da travelblog, il Muro ad Aida)
