Resistenza, tra Hamas e Obama

C’è stato un convegno, al Centro Studi Americani a Roma, lo scorso 18 giugno. Un convegno molto interessante, sul Medio Oriente, su Israele e Palestina, e soprattutto sull’Iran. Ero nel panel della mattina. Questo è l’intervento (anche se poi qualche correzione di tiro c’è stata, rispetto al testo scritto, viste le sollecitazioni arrivate dagli altri partecipanti).

Poco meno di due settimane prima del discorso del presidente Barack Obama al Cairo – quello che anche per gli arabi è considerato Il Discorso – è uscito a sorpresa un lungo articolo di Ghazi Hamad, uno degli esponenti più in vista della cosiddetta ala pragmatica di Hamas a Gaza. Ghazi Hamad era stato il portavoce del governo di Ismail Haniyeh sino al colpo di mano di Hamas del giugno 2007 che aveva spaccato Cisgiordania e la Striscia. Hamad si era dimesso poco dopo, in disaccordo con quello che era successo. E la sua influenza si era di molto ridotta. Da qualche mese, Ghazi Hamad è tornato a mostrarsi più di prima, e a scrivere più di prima.

Due settimane prima del discorso di Obama al Cairo, Ghazi Hamad fa un lungo ragionamento sulla mancanza di strategia politica delle fazioni palestinesi. Non solo su Hamas, dunque. Il ragionamento è complessivo, ma è evidente che i primi destinatari sono i dirigenti del movimento islamista palestinese. Hamad dice “la resistenza è il modo di ottenere risultati politici, ma la visione deve essere chiara, in termini di strategia, tattica, uso dei mezzi possibili e delle opportunità”. E poi ancora “le fazioni palestinesi devono essere convinte che l’azione politica influenza la loro forza tanto quanto fa l’azione militare, sin quando è usata nei modi appropriati”. Ancora: “è sbagliato dire che l’azione politica significa abbandonare la resistenza. L’azione politica significa rimanere fermi e pretendere i propri diritti con i propri sostenitori alle spalle”. I modelli citati sono tanti, e non solo i tipici modelli della tradizione araba e musulmana, da Salaheddin a Omar al Mukhtar. Sono Gerry Adams, il Sinn Fein, il rapporto con l’IRA. Sono Nelson Mandela. Sono addirittura Winston Churchill.

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Per continuare a leggere l’intervento, basta collegarsi al sito di Lettera22.

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