29 giugno 2009: il presidente del consiglio Silvio Berlusconi fa una dichiarazione di quelle importanti, per chi si occupa di politica mediorientale. E’ molto probabile che il G8 deciderà nuove sanzioni economiche nei confronti dell’Iran. Citando un giornale non pregiudizialmente avverso a Berlusconi (appunto, il Giornale), “Quanto sta accadendo in Iran spiega il premier rispondendo ad una domanda su possibili sanzioni internazionali «sarà il primo argomento che tratteremo al G8 e credo, anche se non voglio anticipare quello che accadrà, che si vada verso la direzione accennata». Una notizia da apertura di pagina esteri, come si suol dire, visto poi il nostro monte-affari con Teheran.
I luglio 2009: il ministro degli esteri Franco Frattini partecipa a una audizione alle commissioni esteri di Camera e Senate riunite in sessione congiunta. Dice che “La politica della mano tesa con l’Iran resta valida mentre è prematura l’adozioni di sanzioni, che pure è stata evocata in alcuni tavoli europei più riservati”. Frattini ne ha parlato rispondendo alla domanda di un parlamentare sulla possibilità di nuove sanzioni contro l’Iran evocata da Napoli dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. “Preferisco non prefigurare un momento negativo – ha spiegato il ministro – ma oggi certamente la stessa amministrazione Usa non sarebbe pronta, credo, a dare il via libera a un nuovo programma di sanzioni”. Dichiarazioni in linea, peraltro, con quanto ho sentito con le mie orecchie sostenere dal ministro Frattini durante un convegno al Centro Studi Americani a metà giugno a Roma, proprio nella sessione dedicata alla questione iraniana, alla rielezione (con dubbio) di Mahmoud Ahmadinejad e all’Onda Verde.
3 luglio 2009: gli Stati Uniti sembrano non avere alcuna intenzione di premere sull’Iran attraverso nuove sanzioni. La notizia si trova su Haaretz.
The United States is opposed to enacting a new set of financial sanctions against Iran that are due to be discussed in the G8 summit next week, diplomatic officials in New York reported Friday. According to officials, sanctions against Iran are expected to top the G8’s agenda. Sources are also predicting a pointed debate between the heads of the industrialized nations over an appropriate response to Iranian authorities’ suppression of reformist demonstrations in Iran led by Mir Hossein Mousavi and other Iranian opposition leaders. Italian Prime Minister Silvio Berlusconi hinted in a newspaper interview earlier in the week that the G8 is due to decide on new financial sanctions against the Islamic Republic. Berlusconi disclosed that he had spoken with the heads of the G8 nations and has discussed such steps with them.
According to the Italian prime minister, “the general leaning [among G8 leaders] is toward sanctions.” However, diplomatic sources in New York reported that American officials are working behind the scenes to prevent new sanctions from being imposed against Iran. U.S. officials claimed that a tough stance toward Iran could backfire, bringing about an opposite outcome to that desired by those who support such measures. The Obama administration, according to the diplomatic sources, has discarded the notion of direct talks with Iran. However, the United States is still interested in re-engaging Iran through the renewed discussion of its nuclear program through the six permanent United Nations Security Council members.
Domanda: chi fa la politica estera? Cosa deciderà il G8? Cosa dirà il presidente del consiglio sulla posizione degli Stati Uniti e soprattutto di Barack Obama?