In Egitto, ma anche in Germania, si continua a parlare di Marwa el Sherbini. E di islamofobia. Ne parla Al Masri el Youm, il più importante giornale privato egiziano, che aveva già montato la notizia negli scorsi giorni, chiedendosi provocatoriamente “Chi non è il terrorista”. Ne parla ancora twitter, dove si tenta ancora di fare #Marwa uno dei cosiddetti trending topics, una delle parole più usate. Islamonline diventa un’agorà in cui ci si scontra a colpi di commenti all’articolo sul caso della “martire del velo”.
La novità, oggi, arriva però dalla Germania e dal governo tedesco, che finalmente – forse anche dopo le pressioni della numerosa comunità musulmana in Germania – mette un punto fermo e dice che non c’è spazio nel paese per l’islamofobia. E il settimanale tedesco più interessante, Die Zeit, definisce le cose con il suo nome e parla di Marwa come di una “vittima degli incitamenti xenofobi”. Il caso di Marwa al Sherbini, dunque, è diventato un punto all’ordine del giorno del colloquio tra la cancelliera tedesca Angela Merkel e il presidente egiziano Hosni Mubarak, ai margini del G8. Per spegnere il prima possibile la brace sotto la cenere.