Segnare sull’agenda

E’ da tempo che non segnalo qualche appuntamento interessante su Medio Oriente e dintorni, non solo in Italia ma un po’ in giro.

Intanto, comincio – con profondo senso di colpa – con un appuntamento mancato, nel senso che è già passata qualche ora dalla presentazione a Roma, nella sede della FNSI, di un libro particolare, quello firmato da Ritanna Armeni  ed Emanuele Giordana. Due pacifisti e un generale (Ediesse) è il titolo, che già dice molto. I pacifisti sono gli autori, e il generale Vincenzo Camporini è il militare a cui Armeni e Giordana hanno chiesto molto su come sono cambiate le nostre forze armate. “Non più soldati di leva, ma professionisti della sicurezza, non più solo uomini, ma anche donne, non più militari ignoranti e inconsapevoli, ma ragazze e ragazzi addestrati, colti e curiosi, esperti di tecnologie, abituati a girare il mondo e a capirlo. La rivoluzione ha riguardato l’idea di pace, di guerra, di disciplina, di gerarchia, di comando, di tempo”, dice la presentazione del libro.

E per farmi perdonare, ho scovato nell’archivio digitale della Library of Congress, una foto che riguarda proprio la Kabul così amata dal mio pard Emanuele Giordana, durante la visita dell’allora presidente statunitense Eisenhower, nel 1955.

Domani, a Venezia, nell’ambito del dialogo “Progettare etico e solidale”, organizzato all’interno del Padiglione Italia per la Biennale di Architettura 2010 a Venezia, ARCò e Vento di Terra presenteranno i progetti Scuola di gomme e Scuola di bambù.

Entrambe le scuole sono state progettate da ARCò e realizzate nel quadro dei  progetti di cooperazione internazionale di Vento di Terra Onlus nei Territori Occupati Palestinesi, proprio a ridosso di Gerusalemme, vicino a due luoghi evangelici, davanti alla locanda del Buon Samaritano, e vicino al quartiere di Azzariyah, quella della Tomba di Lazzaro. Beneficiari, i beduini, protagonisti nascosti del conflitto, invisibili ai più, sofferenti come e più degli altri.

Per chi è invece a New York, un consiglio per il 15 novembre, data peraltro non scelta a caso, visto che è il giorno dell’Indipendenza palestinese. Rochelle A. Davis, brava studiosa, professore associato alla Georgetown, presenta il suo ultimo libro all’appena inaugurato Center for Palestine Studies della Columbia University. Palestinian Village Histories, Geographies of the Displaced parla del modo in cui i profughi palestinesi hanno costruito la memoria dei propri villaggi ormai distrutti e sepolti. (thhanks, Marcia)

Appuntamento più in là, il 4 dicembre, ma preferisco metterlo adesso, perché parla di un libro che mi è veramente piaciuto molto, e ch purtroppo è stato tolto dagli scaffali del Cairo quasi subito, sequestrato dalla polizia egiziana. Esce in Italia una graphic novel molto bella. Metro di Magdy al Shafee, per i tipi del Sirente, piccolo editore molto attento alla nuova letteratura egiziana. Il 4 dicembre ore 19 presso il cafè Savoia di Cagliari si terrà la presentazione di Metro, la prima contestatissima e attesa graphic novel egiziana, nell’ambito del NUES, il festival del Fumetto mediterraneo che dedica l’edizione di quest’anno al Mondo Arabo.

E infine, non un appuntamento ma un consiglio a tenere gli occhi aperti su di uno scontro che non è poi tanto sotterraneo. Israele ha reagito duramente contro 5 recenti risoluzioni dell’Unesco sui Territori Palestinesi Occupati (ne ho parlato qualche giorno fa). Ebbene, il vice ministro degli esteri Danny Ayalon è al centro di un po’ di confusione sui rapporti tra Israele e Unesco. All’inizio, il suo ufficio aveva spedito a tutti i giornalisti un comunicato che annunciava la rottura dei rapporti con l’Unesco. Rottura poi smentita, il giorno dopo: rapporti solo parzialmente irrigiditi tra Israele e l’Unesco. Sulla Tomba di Rachele, luogo di importanza religiosa a Betlemme, circondato da un Muro alto nove metri e staccato dalla città palestinese.

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