E’ solo il primo scontro. I beltagi, gli agenti in borghese, arrivano in massa a piazza Tahrir per scacciare i ragazzi, i manifestanti contro il regime. E che non siano manifestanti pro-Mubarak, lo si vede dal fatto che hanno attaccato i dimostranti anti-Mubarak, anche con cavalli e cammelli. L’esercito si è chiamato da parte, e ha lasciato via libera. Se qualcuno non ferma quello che sta succedendo a piazza Tahrir, e non si accorge che i dimostranti pro-Mubarak sono legati alla polizia, come stanno urlando i ragazzi dalla piazza attraverso i tweet, allora nessuno si lamenti se avremo una Tienanmen sul Nilo. Se non adesso, tra qualche ora. Tra un giorno. Nessuno si lamenti, poi. E per favore, per favore, non dite più che Hosni Mubarak è un moderato, che “non è un dittatore”. Guardate le immagini su Al Jazeera, e chi si deve vergognare si vergogni.
“Il regime ha creato il caos, nel Tahrir, oggi”, dice un brigadier generale su Al Jazeera, in questo momento. Mi sembra chiaro, cosa voglia dire. Il regime sta creando le condizioni per l’esercito per intervenire contro i civili, dice ancora. Il bagno di sangue si rischia davvero, davanti agli schermi accesi di tutto il mondo. Non di notte, ma di giorno. Complimenti. Complimenti a chi non ha capito gli “invisibili”. E continua a non capirli.
Un elemento è chiaro, visto che quello che sta succedendo a piazza Tahrir. Potrè esserci violenza, repressione, ma il regime di Mubarak non ha molto respiro, usando questi metodi. 