Nel più singolare dei mondi possibili, e cioè il Medio Oriente, è anche possibile imbattersi in una notizia come questa. Alla vigilia non solo del possibile riconoscimento dello Stato di Palestina all’Onu, ma anche del lungo periodo di festività ebraiche, che si concentrerà tra la fine di settembre e gran parte di ottobre. Tra le festività è compreso Sukkot, la festa delle capanne, che per gli israeliani più credenti significa acquistare lunghe palme per ricoprire – appunto le capanne in cui per giorni consumeranno tutti i pasti. E le palme, ogni anno, sono un vero e proprio rovello commerciale, per Israele. Da chi acquistarle? Prima del disimpegno unilaterale del 2005 da Gaza, le palme arrivavano in buona parte dalla Striscia. Poi, tutto chiuso, soprattutto con l’embargo. La Xinhua, l’agenzia di stampa cinese, attentissima a quello che succede tra i palestinesi, ha ieri pubblicato questa notizia:
“We have not received any request” to send palm leaves from Gaza to Israel, said Ibraheem Al-Qedra, deputy minister of agriculture. “We are ready to study the request if we get it.”
Israel imports the fronds from the Palestinians, Egypt and Jordan to use it for week-long Jewish holiday of “Succot” in October. It has never imported it from Gaza since the Islamic movement took over the territory in June 2007.
Israel’s Ha’aretz newspaper reported that Agriculture Minister Orit Noked licensed the import of the fronds from Gaza, Jordan and Spain, as Egypt, after the downfall of former President Hosni Mubarak, banned this kind of export to Israel.
Dunque, riassumendo: da parte israeliana è filtrata la notizia che potrebbero aprire un canale e importare le palme niente di meno che da Hamas, perché la rivoluzione egiziana ha sconvolto le carte, nella regione. Tanto le ha sconvolte, e non lo sapevo, che ha bloccato le esportazioni di… palme verso Israele. Bisogna capire, invece, se sul gas l’accordo è stato raggiunto, visto che l’Egitto ha deciso di ridiscutere il prezzo che Israele deve pagare per importare il gas naturale, visto che – Mubarak regnante – il prezzo era decisamente molto basso. Grazie a – dicono tutti i giornali egiziani – una megatangente.
La foto di Maurizio Scalzi è stata scattata a Betlemme, al Muro.