“Ho lasciato Gerusalemme. Con l’aereo”. “Anch’io, con l’aereo. Ho lasciato Damasco”. “Sarei venuta volentieri a prendere un caffè da te. 217 chilometri. 135 miglia. Tre ore di macchina, magari qualcosa di più”. “Ma sai bene che non sarebbe stato possibile. Due giorni, semmai, e semmai con un cambio di passaporto”. “Ora non sarebbe servito nemmeno quello, vero?” “La mia Damasco. L’ho lasciata intatta…”
Prove di conversazione su un Viaggio Impossibile, tra Gerusalemme e Damasco. Stasera, in Sicilia, a Sambuca di Sicilia, l’antica araba (o berbera?) Zabut, Samantha Di Laura e la sottoscritta provano a raccontare due città amate e speciali, la sua Damasco e la mia Gerusalemme. E soprattutto a raccontare un viaggio ora impossibile, dalla mia Gerusalemme alla sua Damasco. Lo dice anche Google Map, d’altra parte. “Impossibile calcolare indicazioni stradali tra Gerusalemme e Damasco, Siria”.
Impossibile il viaggio di Saulo di Tarso, San Paolo, fatto circa duemila anni fa. E anche il viaggio del Buon Samaritano, narrato nel Vangelo di Luca. Non è neanche più possibile il viaggio carovaniero, commerciale. Ma noi abbiamo deciso di sfidare Google Map, e di specchiarci nelle nostre città. A Samantha mancano i sapori, e quella spiritualità pervasiva della città vecchia di Damasco. A me, stranamente, non mancano le sacre pietre né la sua aura mistica. A me mancano i suoni di Gerusalemme.
Appuntamento stasera, alle Notti di Cunti, Notti di Stiddi, a Sambuca di Sicilia, dalle nove di sera in poi. All’ombra di un albero dalla chioma grande, come le jacarande di cui abbiamo nostalgia
