Auguri a Filippo Grandi!

Non è per stupido campanilismo. Se sono contenta per la nomina di Filippo Grandi ad Alto Commissario dell’Unhcr non è per campanilismo. Sì, è italiano, e ne sono orgogliosa. L’elemento che fa la differenza, però, è la qualità. Professionale, e in ugual misura umana. Ci vuole alta professionalità e profonda umanità per fare il suo lavoro.

Lo ha dimostrato – ne sono testimone io stessa – nei suoi tanti anni alla testa dell’Unrwa, prima come numero 2 e poi come Alto commissario dell’agenzia per i rifugiati palestinesi. Lo ha dimostrato a Gaza, a Gerusalemme, in Cisgiordania, in Giordania, in Libano. E lo ha dimostrato, con sofferenza, in Siria, con il suo impegno per i rifugiati palestinesi di Yarmouk. Profughi doppiamente vittime.
Ora torna all’Unhcr, l’Alto Commissariato Onu per i rifugiati. E’ la sua casa madre, l’agenzia da cui proviene, in cui ha lavorato in zone travolte da catastrofi e guerre. Dai Grandi Laghi all’Afghanistan. Stavolta ritorna all’Unhcr per dirigerla nel capitolo della sua storia più difficile, almeno per quanto concerne l’area mediterranea. Sono certa che ci metterà ragione e cuore, in egual misura, come fanno molti dei funzionari Onu della sua generazione.

Auguri, Filippo! Mabrouk

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