Da una città a una città

matteo

“Vola alto e vola lontano”. Il commento di monsignor Loris Capovilla, ora centenario, è di quelli che hanno il sapore di un cammino e di una bella sfida. Monsignor Capovilla, segretario particolare di papa Giovanni, lo ha detto a don Matteo. Don Matteo Zuppi, ora arcivescovo di Bologna. Lontano, don Matteo è volato: lontano dalla sua Roma, dove ha vissuto tutta la vita e tutto il suo servizio sacerdotale. Ha lasciato la sua Roma, città carissima e amata, in cui comunque tornava, dopo i suoi frequenti viaggi in Africa e nell’America Latina. E questa, di per sé, è una sfida alta, per quel che conosco di don Matteo.

Lasciare Roma significa lasciare una città, una rete fittissima di relazioni umane, una composizione sociale, topografica, storica: don Matteo conosce di Roma – la città – le strade, la disperazione, le periferie, le periferie nel cuore del centro storico. Ora deve riuscire a entrare in un’altra città e conoscerne l’anima, conoscere Bologna in maniera tale da poterla comprendere.

E’ una bella sfida, quella di entrare nel codice di una città, di una trama urbana, di una rete di relazioni. Ricorda – benissimo – quello che il cardinale Carlo Maria Martini diceva del paradiso. Non un giardino, bensì una città. In un libro di oltre dieci anni fa, Verso Gerusalemme (Feltrinelli) diceva che “la città ideale, meta del cammino umano, ha in sé il meglio del paradiso originario, il fiume dell’acqua e l’albero della vita: tuttavia è una città, un luogo dove gli uomini vivono in armonia, in un intreccio di relazioni molteplici e costruttive”. Una città in cui “ci vogliono le piazze, le agora in cui la gente si possa ritrovare per capirsi e scambiarsi i doni intellettuali e morali di cui nessuno è privo”.

Ora don Matteo si avvicinerà a Bologna con il suo sguardo, quello che conosciamo bene. Composto da un perenne sorriso, dall’ironia romana, e da una empatia totale.

Bologna si è guadagnata un cittadino eccezionale.

Auguri, Matteo!

2 commenti su “Da una città a una città”

  1. vivo a bologna da poco, mi piace, è una città accogliente ,una cosa mi manca di roma : le fontane e fontanelle di acqua sempre fresca anche d’estate ;Bologna ha i portici e sarebbe perfetta con tante fontanelle

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    • ho letto con interesse l’articolo della giornalista Paola Caridi, mi è piaciuto. a proposito penso che le fontanelle manchino anche a don Matteo Zuppi

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