…nell’esilio perenne di cui parla con saggezza Zygmunt Bauman…
Tornare a casa alle quattro della mattina in Sicilia, per un ritardo estenuante della Ryanair, riporta alla memoria consuetudini che hanno segnato la vita per anni e anni.
L’arrivo dall’Italia col volo notturno a Tel Aviv. Atterraggio alle 2, lungo controllo passaporti, uscita alle 3 dall’aeroporto. Arrivo alle 4 -appunto – a Gerusalemme. Sosta, talvolta, dal nostro fornaio palestinese per prendere subito il pane freschissimo. E poi casa, fredda, da riscaldare. Una tisana per cercare di fermare l’adrenalina del ritorno e dormire qualche ora, mentre le luci del giorno si incuneano rapidamente.
cosa mi manca? La chiamata alla preghiera. Il muezzin della moschea di Al Aqsa. La adhan ci accoglieva a Gerusalemme, sempre. E ora non la ascolto.
Tenerezza.