Wole Soyinka al Salone del libro!

Sì, Wole Soyinka, il dissidente e il testimone, l’intellettuale libero e coraggioso, il simbolo della Nigeria democratica, lo scrittore e il drammaturgo e il poeta raffinatissimo. Wole Soyinka il Premio Nobel per la Letteratura, la voce dell’Africa, sarà al Salone Internazionale del Libro domenica 12 maggio alle 18:30 (Sala Azzurra).

A conversare con lui non ci sarò solo io, o soprattutto io. Ci sarà Alessandra Di Maio, la studiosa di letteratura africana in lingua inglese, una delle poche, rare esponenti degli studi postcoloniali in Italia. Docente all’università di Palermo dopo anni di studi e insegnamento trascorsi in prestigiose università degli Stati Uniti, Alessandra Di Maio non ha solo tradotto molti dei testi di Soyinka disponibili in italiano (compreso l’ultimo che troverete al Salone): è la voce di Soyinka nel nostro paese, anche se so che lei non vorrà sentirselo dire. Con Soyinka ha curato un volume di poesie sulle migrazioni che ha messo assieme poeti italiani e nigeriani, riunitisi a Lagos nel 2012 per il Black Mediterranean. Di Soyinka ha tradotto, tra i tanti testi, l’autobiografia. Ed è, last but not least, la teorica del Mediterraneo Nero (https://iris.unipa.it/…/Di%20Maio%20-%20Cittàcosmopolita%20…).

Tre anni fa, proprio a Palermo, Wole Soyinka ha ricevuto la cittadinanza onoraria consegnata dal sindaco Leoluca Orlando. Una cittadinanza per nulla formale, visto che in questo lasso di tempo Soyinka è tornato due volte a Palermo. L’ultima, un anno fa, in occasione della sorprendente mostra e delle giornate di studi su Resignification: the Black Mediterranean.

Chiudo con  una frase di Soyinka da Il Peso della Memoria, edito da Medusa. “… la sensibilità europea non è ancora giunta a riconoscere il mondo africano quale parte a pieno titolo dell’umanità universale, perché, se lo avesse fatto, la sua memoria storica avrebbe collocato il fallimento dell’umanesimo europeo secoli prima – e cioè proprio all’inizio della tratta atlantica degli schiavi. […] un’impresa che svuotò il continente di 20 milioni di anime e le trasportò attraverso l’Atlantico in condizioni di una brutalità che nessun altro incontro tra le razze ha ancora eguagliato” (p.46).

Una delle più nette condanne del razzismo che si possano leggere, poiché comprende il nostro stesso assetto culturale eurocentrico.

Incontrare Soyinka, per me, è un dono raro. Credo lo sia per chiunque abbia l’opportunità di ascoltare le sue parole, sempre soppesate sulla bilancia di un orafo.

Vi aspettiamo!

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