Sta per finire il periodo degli agrumi, qui in Sicilia. Per tutto l’inverno abbiamo per fortuna bevuto un bel po’ di spremute (tantissime!). Qui, almeno in casa, per tradizione contadina, si cerca di non buttare nulla, nonostante il frigorifero sia stracolmo di agrumi, grazie agli amici, da settimane e settimane. E quindi, come si è sempre fatto, è bene inventari qualcosa per buttarli e usarli nei modi più diversi. I nostri vasetti di marmellata di arance sono già pronti e messi in dispensa. Allora mi è venuto in mente di usare cedri, arance e limoni per fare anche i biscotti. E siccome ho ancora il buonissimo olio extravergine di oliva km zero dello scorso anno, lo sto usando al posto di burro e margarina per fare i dolci. Non è cucina degli avanzi, certo, ma poco ci manca.
Come sempre, qui si passa dal km zerissimo alle mie spezie raccolte durante i viaggi tra Medio Oriente e Nord Africa, là dove batte un pezzo del mio cuore.
Ecco la ricetta, passibile di modifiche, perché non riesco mai a fare un piatto sempre allo stesso modo. È più forte di me.
- Due uova
- Mezzo kg di farina 00
- 200 ml di olio extravergine d’oliva
- Una bustina di lievito per dolci
- La buccia di un cedro (o di un’arancia)
- Il succo di arance, cedro, limone (circa 200 ml)
- 200 gr di zucchero, preferibilmente di canna
- Cannella
- Uvetta sultanina (meglio zibibbo)
- Mandorle sbriciolate
- Zucchero a velo
Rompere due uova, mettere i tuorli in una insalatiera capiente e conservare i due albumi in frigorifero (per montarli più facilmente a neve). Aggiungere lo zucchero alle uova, sbattere con una forchetta e poi aggiungere la buccia di cedro, il succo di agrumi, l’olio, il lievito, la cannella, l’uvetta sultanina (per farla un po’ ammollare) e le mandorle sbriciolate. Sbattere il tutto e aggiungere la farina setacciata poco alla volta, per rendere il composto omogeneo.
Mettere a riposare il composto. Nel frattempo accendere il forno (180 gradi). Prendere gli albumi dal frigorifero, montarli a neve e aggiungerli al composto per ammorbidirlo.
Coprire la teglia con un foglio di carta forno. Con un cucchiaio prendere un po’ del composto, che sarà di consistenza abbastanza morbida, e adagiare la pasta sulla teglia. Prevedete una giusta distanza tra i biscotti perché gonfieranno. Potete usare anche un sac-a-poche, se lo avete a disposizione. Lasciate cuocere nel forno ventilato per 20 minuti, fino a che non si imbiondiscono ben bene. Dopo averli tirati fuori dal forno, cospargete di zucchero a velo.
Il problema è che finiscono subito. Non solo perché li distribuisco tra gli amici.
Le tovagliette: alcuni amici mi hanno scritto in privato per sapere qualcosa delle tovagliette all’americana. Che americane sono. Souvenir comprato nel negozio di souvenir (solo per turisti…) nell’area della Casa sulla Cascata di Frank Lloyd Wright. Pennsylvania, Mill Run. Ho appena scoperto che riapre alle visite il 6 marzo. Un’esperienza da fare (l’ho fatta) e da rifare senza pensarci su. E’ anche una lezione per noi in Italia: come si trasforma un luogo iconico, un monumento all’architettura contemporanea in una impresa economica che riesce a rispettare tutto: il luogo, il bosco, la Casa sulla Cascata. E nello stesso tempo a creare posti di lavoro in armonia con il contesto, contenendo i turisti (noi) e dando ai turisti delle regole ferree (come i bambini) per non debordare e invadere tutto. Le tovagliette occhieggiano, rimandano alle vetrate di Frank Lloyd Wright, che – come si è forse intuito – è un architetto a cui sono tanto riconoscente per quello che ha fatto. Fulminata, decenni fa, dal Guggenheim Museum, non mi sono più ripresa.
