Mediterranea – Le uova di pesce e gli spaghetti

Bisogna ascoltarlo Pietro, quando a mezza bocca ti lancia il messaggio a cui tiene di più. “Questa spigola [di mare, ndr] è piena di uova”. Parabola significa, tarantola ballerina, avrebbe detto mio padre.

Dunque, ho subito salvato le uova (tante) trovate nella pancia della spigola di Pietro, da cui – appunto – vado a comprare il pesce qui a Sambuca di Sicilia.

Non bisogna pensare a ricette arzigogolate. Con le uova ci si fanno gli spaghetti. Con un consiglio spassionato: nell’olio extravergine d’oliva bisogna far soffriggere un sacco di aglio. Ma proprio tanto! Tranquilli, non si sentirà affatto. Il sapore forte delle uova si mitiga così. E pure usando un bel po’ di vino bianco per sfumare. Nella padella si aggiungono anche peperoncino e prezzemolo con generosità e tre o quattro cucchiai di passata di pomodoro fatta cuocere in un pentolino a parte con aglio olio prezzemolo origano. Gli spaghetti vanno tirati su dalla pentola e messi nella padella almeno due minuti prima della fine cottura, per prendere tutto il meglio del condimento allungato con un po’ dell’acqua della pasta. Un altro po’ di olio EVO, stavolta quello nuovo!, e il piatto è pronto.

Quello degli spaghetti con le uova di pesce è uno dei giochi di parole preferiti con la cerchia ristretta degli amici. E’ un piatto che, se fatto a regola, è una delle “prove dell’esistenza di Dio” [cit.].

Nella foto si intravvede il sottopentola. Me lo ha regalato Carla Peirolero, l’anima del SuqFest a Genova (uno dei festival che in questa lunghissima pandemia ci manca di più). Lo hanno fatto con i tappi della birra e pezzetti di stoffa le donne nigeriane che hanno uno degli stand nella kermesse più globale che ci sia a Genova e in tutta Italia.

Lascia un commento